I nuovi tessuti immateriali del futuro
Schio è una città con una lunga tradizione industriale: da distretto industriale tessile nell’Ottocento, si è trasformata negli anni fino a diventare un distretto industriale evoluto, costituito da una miriade di medio-piccole imprese di assoluta eccellenza a livello nazionale e internazionale.
Un patrimonio fatto di conoscenza e luoghi che non deve andare perduto. Anzi: riteniamo doveroso e di fondamentale importanza recuperare e valorizzare i siti che hanno inventato l’industria manifatturiera italiana per restituirli alla città, per proiettarli nel futuro passando attraverso la cultura contemporanea.
Dobbiamo cercare di avere la stessa capacità di visione di Alessandro Rossi, imprenditore scledense che già 200 anni fa aveva strutturato l’industria laniera della zona: pensare avanti e al domani, a come cambiano le combinazioni sociali e le necessità di un territorio, dei suoi giovani, dell’industria e del consumo.
Non intendiamo recuperare in maniera romantica la tradizione: partiamo dal passato per creare il nostro futuro, immettendo contenuti innovati e cercando nuove strade. Schio si sta ripensando in un’ottica internazionale, sta riscoprendo la sua vocazione e il ruolo strategico che la cultura, la tecnologia e l’innovazione sono in grado di svolgere nelle politiche di sviluppo economico, sociale e ambientale. Pensiamo che il nostro passato, che va dal Lanificio Conte, sorto nel 1757 e restituito alla città 250 anni dopo, grazie ad un intensa collaborazione pubblico-privato, alla Fabbrica Alta, passando per l’Asilo Rossi, il Teatro Civico e Palazzo Fogazzaro, sia il punto di partenza per ripensarci. E per costruire quello che abbiamo definito un futuro che viene da lontano. Vogliamo creare i nuovi tessuti immateriali del futuro. Fornire telai che producono economia della conoscenza, produrre nuovi intrecci tra arte e impresa, nuove trame tra sociale e economia. Un percorso che guarda al futuro, ma che non dimentica il presente. Un presente che guarda all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, con il Centro per il Trasferimento Tecnologico TMD DemoTech e il Laboratorio di Educazione ambientale, con il Lanificio Conte come centro di smistamento culturale e la zona industriale luogo di vita e di economia, cresciuta in maniera organica con la città: tutte condizioni necessarie e complementari per far rivivere una nuova grande stagione culturale ed economica ai nostri territori.Il nostro territorio è la nostra grande fabbrica. Schio si offre nella sua progettualità a collaborare, a creare l’immagine del nuovo Veneto, della grande Venezia, ovvero di quella che viene definita come INNOVeTION VALLEY, mettendo a disposizione il suo hardware, ma soprattutto il suo software.
Schio accetta con piacere la proposta del prof. Stefano Micelli di raccontare al mondo e alla Cina cos’è questo grande territorio e cosa significa recuperare un grande passato, che va dall’Arsenale a Marghera, dalla Fabbrica Alta alla Fornace. Schio è con voi, all’Expo cinese!



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