A Venezia è ancora Catalunya
A chiusura della prima partecipazione della Catalogna alla 53. Biennale d’Arte di Venezia con il progetto Venezia, Catalunya. 2009. La Comunità Inconfessabile e a ribadire l’enorme successo della mostra, visitata da oltre 37.400 persone, che fino al 22 novembre si può ancora vedere ai Magazzini del Sale, è stata organizzata dall’Institut Ramon Llull e dall’Università “Ca’ Foscari” di Venezia la giornata veneziana Le città inconfessabili. Dalla Catalogna all’Europa, passando per l’America che si svolgerà, a partire dalle ore 9 del 4 novembre 2009 presso l’Auditorium Santa Margherita del capoluogo lagunare. Seguendo la volontà del coordinatore, Patrizio Rigobon dell’Università “Ca’ Foscari”, essa ha naturalmente contratto un doppio debito con La Comunitat Inconfessable, tema del padiglione catalano: l’idea che la città storica e contemporanea siano modi d’essere comunitari e l’inconfessabilità come ciò “che non si confessa oppure che è tale da non ammettere confessioni che la rivelino”, stando alla domanda che lo stesso Blanchot si pone alla fine del testo che ne è la suggestione, “La comunità inconfessabile” appunto.
L’obiettivo della giornata è di verificare se questa impostazione abbia oggi un significato nella costruzione della città contemporanea (e per questo è stato invitato un noto architetto e urbanista) e capire quale comunità rappresentino le città degli scrittori. Sono davvero “inconfessabili”? La questione non riguarda solo la Catalogna, ma è a partire dalla Catalogna che abbiamo posto il problema. Tra i relatori invitati a interrogarsi su questi temi, dopo i saluti del Magnifico Rettore dell’Università “Ca’ Foscari”, Carlo Carraro, del Direttore del Dipartimento di Americanistica, Iberistica e Slavistica, Marco Presotto, del Direttore dell’Institut Ramon Llull, Josep Bargalló Valls e del Sindaco di Venezia Massimo Cacciari, figurano Vittorio Gregotti, Mercè Rius, Joana Masó, Silvia Burini, Vincenzo Arsillo, Simona Å krabec, Patrizio Rigobon, Rosella Mamoli Zorzi, Francesca Bisutti e Paola Mildonian.
I partecipanti tratteranno, ciascuno dal proprio punto di vista e da quello del proprio mondo d’elezione, una o più “città inconfessabili”, dall’antichità classica alle metropoli contemporanee, toccando anche le comunità “confessabili” del pensiero utopico ed i luoghi assurti a dignità letteraria. A partire dunque da una specifica comunità si parlerà dell’imprescindibile contesto europeo e americano, delle collettività incarnate dagli autori oggetto di studio.



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