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Campionatura, sampling, postproduction, montaggio.

Submitted by Marco Mari on mercoledì, 15 luglio 2009One Comment
di Maria Luisa Frisa – Membro del Comitato Scientifico di INNOVeTION VALLEY e Direttore del Corso di Laurea in Design della Moda IUAV Venezia

ELDA8Sono tutti termini che raccontano modi e metodi dell’agire della cultura contemporanea. Lavoriamo con quello che ci troviamo sottomano e lo montiamo in sequenze che diventano nostre, che raccontano noi e il nostro tempo e sono un nuovo punto di vista sul mondo. Non è abdicare al gesto creativo, non è trincerarsi dietro al più sicuro già fatto. Vuol dire voltarsi indietro a osservare, sempre con occhi diversi. Se pensiamo poi alla moda, ci rendiamo conto che la moda esiste attraverso gli sguardi. È l’atto del guardare che la restituisce nel suo vero senso e la fa partecipe del desiderio collettivo. E l’archivio è il luogo dove rivolgere lo sguardo, dove cercare, dove trovare quegli elementi perduti che possono riaffiorare all’improvviso per dare nuova identità alle solite forme. Per questo l’archivio della moda è uno straordinario volano di rimandi, utilissimo per provocare e precipitare in nuove soluzioni.

Il nuovo, come diceva Gianni Versace “già ci appartiene”, esiste sempre già “da prima” nel nostro passato. Si tratta solo di sapercelo vedere. Ma guardare al passato riconoscendo in esso il nuovo, ossia il presente quale si dà nel passato, automaticamente trasforma quel passato, da rudimento atrofizzato e inservibile del tempo, in una sua articolazione viva e sensibile.

Il motore della moda muove insieme presente e passato; lavora inserendo passato ad ogni pulsazione del presente. La differenza tra il presente e il passato diventa quel taglio, quella cesura che definisce una nuova parte del modello. È la definizione di un nuovo territorio che parte da un luogo conosciuto per spingersi verso terre ancora inesplorate.
Oggi l’archivio può diventare il punto su cui fare leva per organizzare nuove strategie culturali. La moda in Italia ha progettato, ha prodotto, si è data carattere e identità, è andata nel mondo con le sue stoffe preziose, le sue fatture inimitabili e i suoi abiti straordinari, ma non è mai stata fissata dentro una cornice che la facesse diventare elemento importante per comprendere un popolo e un carattere. Racconto capace di restituire una complessità.
Ora finalmente si prepara un luogo dove si potrà cominciare attraverso la forma del fashion, attraverso la materialità dell’oggetto a percepire il tempo. Tempo che una volta percepito è sempre presente e passato insieme. Non più Tempo cioè, ma Moda.

One Comment »

  • Alessandro said:

    Sintesi perfetta!

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