..e se l’arsenale fosse la più creativa delle dismissioni creative?
di Cecilia Conti – Project Manager Goodwill
Nella geografia urbana delle città di tutta Europa sono in atto profondi processi di trasformazione: spazi nati con destinazioni industriali e commerciali, che nel secolo scorso erano ai margini dei centri storici, diventano oggetto di una riconversione che dà loro una nuova vita, una nuova funzione e che genera una vera e propria “bonifica” dell’area urbana in cui si collocano. Per iniziativa pubblica o privata, magazzini, fabbriche, macelli, raffinerie, cantieri e caserme, senza perdere traccia della loro identità originaria, si trasformano in centri polifunzionali dedicati alla produzione e alla fruizione culturale.
Tra i precursori delle cosiddette dismissioni creative vi è l’Arsenale di Venezia, spazio grandioso, austero, magico, in cui acqua e pietra si mescolano. Sotto le alte coperture lignee sorrette da poderose colonne venivano costruite le navi della Serenissima, veicoli di scambio di merci e idee fra Oriente e Occidente. Oggi qui si può rinnovare il miracolo di un incontro fecondo fra culture diverse, proseguendo il recupero di spazi in parte già attuato, per una riconversione che ne consenta un uso continuato, nello spazio e nel tempo, e che faccia di Venezia, ospite di eventi periodici di grande tradizione e richiamo, un polo di attrazione permanente e un luogo di incontro e sperimentazione della creatività contemporanea.
L’Arsenale si trasforma così in un cantiere della creatività, dedicato alla fruizione, alla formazione, alla produzione e all’incubazione di idee, contribuendo a definire la specializzazione del territorio, a generare nuove attività o a dare impulso a quelle già esistenti, a sollecitare la partecipazione della comunità a esperienze culturali qualificanti, a sostenere lo sviluppo di competenze, a promuovere la creazione e il consolidamento di filiere che uniscano formazione, ricerca e attività produttive.
In questo senso, esso diventa il luogo in cui la cultura e la creatività contemporanee vivono e crescono ogni giorno all’interno e con la città di Venezia, in cui opere e persone confluiscono da tutto il mondo.
L’Arsenale ha l’occasione di confermarsi come caso di eccellenza nel trend delle dismissioni creative, per la sua unicità architettonica, per il contesto in cui si colloca, ma soprattutto per la sua capacità di proposta nel campo della cultura contemporanea, dando vita ad un circolo virtuoso di conoscenze, competenze, talenti, professionalità. E Venezia può cogliere l’opportunità di questo progetto per puntare su nuovi asset di sviluppo, su cui costruire la propria capacità di innovazione e il proprio vantaggio competitivo, in armonia con gli orientamenti che, nell’attuale congiuntura economica, hanno espresso le istituzioni dell’UE nell’anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione.



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