Il laboratorio della moda del futuro
di Maria Luisa Frisa – Direttore del Corso di Laurea in Design della Moda, IUAV Venezia
La politica cerca di rinnovarsi, cerca di trovare nuovi modelli e nuovi codici per rispondere a quella insoddisfazione crescente che pare essere ormai il tratto distintivo della vita di molti e che spegne la capacità di guardare avanti e misurarsi con il proprio futuro.
Ma succede che un laboratorio che non si ferma mai, che progetta e agisce, che rischia e rinnova c’è già. È il laboratorio della moda, che non si stanca mai di elaborare strategie e progetti e che svolge un ruolo crescente e centrale nella cultura quotidiana del consumo. Un ruolo, non solo, e non tanto, economico, ma propriamente sociale e culturale. Uno dei luoghi in cui questo laboratorio è più attivo e articolato che mai, rappresentando uno dei punti di forza e di eccellenza dell’Italia a livello globale, è proprio il territorio del Nord Est che, con un appropriato neologismo è stato di recente definito Innovetion Valley, proprio per la sua elevata capacità di fare innovazione e ricerca, e essere polo creativo in termini di design, ma anche di processi produttivi e di strategie per il retail e la comunicazione.È la moda, con la sua capacità di mettersi sempre in discussione: motore fondamentale per l’innovazione e l’economia, uno dei pezzi forti che definiscono il simbolo dell’Innovetion Valley. La moda è uno dei punti saldi delle moderne democrazie e non ci si può opporre, come scriveva Simmel, già alla fine dell’Ottocento. La messa in discussione continua, il taking risk, diventano le nuove forme di comportamento: tra la complessità degli stili di vita, è la moda con la sua velocità prensile che si afferma a pieno titolo come disciplina della contemporaneità per la sua capacità di esprimere, raccontare e influenzare il qui e ora del nostro tempo. Il consumo della moda funziona oggi come via d’accesso a grandi narrazioni, nelle quali, complice il sistema del branding, ciascuno sente di poter entrare da protagonista. Perché il fashion funziona come un meccanismo capace di provocare e accelerare l’apprendimento di idee, comportamenti, abitudini…
La supremazia della forma moda ha prodotto i nuovi cittadini del mondo, nelle parole di Gilles Lipovetsky, individui senza pregiudizi, mobili, con una personalità aperta e gusti in evoluzione continua. Sono questi i cittadini dell’Innovetion Valley che abitano un territorio fluido e composto da molti centri sempre in continua messa a punto, capaci di adeguarsi velocemente ai rapidi cambiamenti che gli scenari globali impongono.
Se il Sistema Moda Italia soffre, fermo, a difendere una idea di “made in Italy” sorpassato e obsoleto, a esaltare un sistema che definitosi negli anni Ottanta ora non esiste più. Nel territorio del Nord Est lontano da quell’asse forte della moda formato dalle città di Milano, Firenze e Roma, lontano da quel Sistema Moda Italia fermo a difendere una idea di “made in Italy” sorpassato e obsoleto, altissima è la densità e la qualità di industrie, laboratori, incubatori, creativi al lavoro per fornire sempre nuove risposte alle complesse e articolate sovrapposizioni e connessioni tra i sistemi della moda, dell’arte, del design, dell’architettura, della comunicazione e del loisir.



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