Il Nord-Est come non l’avete mai visto
di Cristiano Seganfreddo – Direttore di FuoriBiennale
A4. Si superano due gallerie che bucano i Colli Berici. Vicenza Ovest. Si apre sulla sinistra una grande zona industriale. L’occhio corre verso lo stabilimento Campagnolo, che mezzo secolo fa ha inventato il cambio della bicicletta. A guardarlo, serio, ci pensa un cubo nero, alto trenta metri: il magazzino automatizzato di Dainese, che ha rivoluzionato il concetto di sicurezza nel mondo moto e nello sport poi.
Il signor Dainese guarda Morseletto, che assieme ai grandi architetti, in primis Carlo Scarpa, ha regalato le più belle pietre ai più bei palazzi. Bastano cento metri per arrivare a Bottega Veneta: uno dei cinque grandi marchi del fashion mondiale che osserva la statuaria presenza di Valbruna e di Beltrame, due straordinarie acciaierie con fatturati miliardari. Di fronte ruotano le cabine volanti di Zamperla che inventa e costruisce le giostre per i parchi Disney, mentre la Fiera di Vicenza, che all’oro vicentino deve la sua fama mondiale, si rifà il look con il tocco magico di Flavio Albanese, direttore di Domus (vicentino, pure lui). E in questo raggio di cinquecento metri stiamo dimenticando Bisazza, che ha reinventato il mosaico fino a farlo diventare design riconosciuto a New York come a San Paolo o Trend, che al mosaico dà il colore, o la Miles che produce da sempre la più bella maglieria della moda internazionale. E i cinquecento anni del Palladio dove li mettiamo? E Tiepolo? E la Rotonda? Dalle colline a duecento metri, seduti mollemente sulla terrazza di una delle cinque case di Alvaro Siza, uno dei grandi architetti contemporanei, si apre questa terra mai raccontata veramente, mai diventata leggenda, che si chiama Innovetion Valley, l’area al mondo con il più alto tasso di industria creativa. L’area al mondo con la più alta densità imprevista di episodi eccellenti. Quello di Vicenza Ovest è infatti semplicemente un piccolo, piccolissimo, episodio che capita altre centinaia di volte in Veneto. Ma è la rappresentazione perfetta del Nordest nella sua parcellizzata incapacità di trasformare la somma di migliaia di storie di successi in una storia da raccontare al mondo. Oggi nasce così Innovetion Valley come risposta ai noiosi, qualunquisti, pregiudizi di chi considera questa terra capace di produrre solo “schei”. Nella sua criticità politica ed economica questa rimane la terra della nuova classe creativa, della produzione e creazione di beni immateriali, che poggia su un incredibile ed indiscutibile piattaforma storica ed artistica, che va da Venezia a Verona. Il problema reale è che non sa di avere questa unicità. Non se lo dice. E non lo comunica. Non vogliamo convincervi sulla carta, ma con i fatti. Da oggi, ogni due settimane, parte un viaggio di conoscenza e scoperta dell’Innovetion Valley. Facce, luoghi, persone, storie, imprese, per ripartire da quello che siamo. Benvenuti. E buon viaggio.



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