La realizzazione di un Terzo Rinascimento
di Francesco Morace – Scrittore, Sociologo e Giornalista
Nella sfera dei consumi e dei prodotti di uso quotidiano, la crescente competenza acquisita dal consum-autore ha lentamente ma inesorabilmente posto l’accento sul concetto di qualità, associato all’idea di performance quotidiana. Lo scorso decennio, caratterizzato dall’ estetica minimalista, ha vissuto il mito del design e della creatività milanese, stimolando nelle persone il desiderio di migliorare la propria qualità di vita ed esperienza attraverso i marchi della moda e dell’arredo. Oggi questa tensione è molto più che un desiderio: diventa un’esigenza e una richiesta anche per tutti quei prodotti fino a ieri considerati banali commodities, prodotti di uso frequente ma senza un carattere forte e un’identità definita in termini di moda o di design. La commodity ha da sempre costituito una risposta semplice ed efficace ai problemi “tecnici” della quotidianità, tenendo lontano i produttori dalle preoccupazioni estetiche. L’evoluzione dei consumi propone invece una sensibilità produttiva e fruitiva nuova, capace di conciliare la funzionalità della commodity con il suo contenuto estetico e percettivo. Questa richiesta del consum-autore ha trovato riscontro in una sempre maggiore capacità produttiva delle aziende, ma anche in investimenti importanti da parte dell’industria in termini di ricerca e nuove tecnologie. In questa dimensione l’INNOVeTION VALLEY e il Triveneto in generale hanno trovato la loro migliore espressione, seguendo le tendenze e i valori di quello che abbiamo definito il Terzo Rinascimento: la percezione virtuosa, la memoria visionaria, la creatività pubblica, l’emozione sostenibile, il senso del corpo e della bellezza, applicati in ogni contesto, al di là dei modelli consolidati della moda, del design, della pubblicità. Molte aziende del Nord-Est – da Luxottica a Benetton, da Diesel a Magis, da Campagnolo a Dainese – hanno fatto della qualità e della competenza il loro vantaggio competitivo, costruendo sul concetto di servizio, eccellenza ed efficienza tecnologica, la propria ricchissima cultura produttiva. Il Triveneto ha infatti nel suo DNA produttivo una forte origine agricola, fatta di pragmatismo e di talento nel costruire soluzioni efficaci di fronte alle sfide quotidiane, ma anche di abilità nell’affrontare l’imprevisto, adattandosi alla trasformazione rapida delle condizioni in cui si è abituati ad operare. Questa capacità reattiva, unita alla caparbietà, alla dedizione al lavoro e allo spirito di “sacrificio familiare”, ha realizzato su questo territorio un ricchissimo tessuto produttivo che ha dato vita a un modello riconoscibile e riconosciuto nel mondo, centrato su ricchi distretti industriali, che potranno nel futuro diventare la punta avanzata dell’Italian way e del Terzo Rinascimento, incarnando il nuovo Senso dell’Italia.



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