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La rete diffusa del festival

Submitted by Marco Mari on giovedì, 23 luglio 2009No Comment
di Rosa Scapin – Direttore Generale di Operaestate Festival Veneto

bolle_di_nardini_performance_di_danza_2di_Galili_Dance_e_K__de_q5KahaOperaestate con ambizione può definirsi una geografia (γέα-Terra e γράφειν- Scrivere), perché disegna un territorio, perché su di esso lascia segni, perché di questa terra “scrive” di e con i linguaggi delle arti. Immateriali certo ma non per questo meno potenti nell’edificazione della comunità e del suo patrimonio intangibile. Sboccia d’estate, come si conviene al fiore e al frutto più comune, dispiegando in abbondanza succhi e  colori, abitando il ricco patrimonio, stavolta materiale, della pedemontana veneta che la comprende.

E però è solo una sintesi, quella dell’estate, di una progettazione che attraversa un tempo assai più dilatato e ben più ampi spazi. Parliamo dunque di un progetto fortemente radicato nel territorio che lo promuove e con una formidabile rete di medie e piccole città (ben 31 le città palcoscenico del 2009), e di enti pubblici e di privati che ne condividono obiettivi e finalità, ma parliamo anche di un progetto che non cessa di guardare oltre i confini regionali, sollecitando e creando network a livello nazionale e transnazionale.

Reti e relazioni tra enti, operatori e soggetti ugualmente impegnati nella promozione e nella produzione culturale e specialmente rivolti ai linguaggi della scena più innovativa e contemporanea. Obiettivi il sostegno ai giovani artisti e ai nuovi autori, la circolazione delle loro creazioni, il dialogo costante tra le culture.

Nell’essenziale consapevolezza della necessità della promozione culturale come catalizzatore della creatività, l’impegno è rivolto allo sviluppo di una politica culturale e di azioni condivise verso i comuni obiettivi, con l’assunzione del ruolo di animazione e scambio di buone pratiche e di dialogo con tutti i protagonisti. Siano essi attori della governance culturale, operatori, artisti, pubblico.

E l’impegno internazionale del festival è indirizzato soprattutto verso i linguaggi della danza contemporanea, universali come possono essere i linguaggi del corpo che utilizza, decodifica, rende visibili, comunica meglio e spesso anticipandoli, i diversi alfabeti che scaturiscono dalle infinite realtà culturali e sociali, vissute e narrate, dai creatori e dai danzatori. È dunque questo il linguaggio che più e meglio si presta a intersecare  incontri e scambi, a intercettare innovazione e creatività, a sviluppare reti e collaborazioni transnazionali.

I numerosi centri e partner con i quali il festival ha intessuto collaborazioni,  partnership e progetti di reciprocità, (di Regno Unito, Olanda, Danimarca, Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Finlandia, Slovenia, Canada), accolgono gli artisti italiani sostenuti dal festival sia in residenze creative che in contesti di presentazione delle loro opere. Il Festival e i suoi sempre più numerosi  partner regionali e nazionali, accolgono ugualmente in residenza e nelle programmazioni, artisti, autori e compagnie internazionali impegnandoli sempre anche in progetti di formazione, scambio, incontro, con le comunità locali di artisti, pubblico, operatori. Una progettazione che in questo comparto sta facendo del Veneto un vero e proprio caso nazionale. Ed evidenzia lo straordinario fermento che sta vivendo in quest’ultimo periodo la nostra scena regionale. Perché la straordinaria vitalità che da alcuni decenni accompagna la crescita economica del territorio dove la componente dell’innovazione e della creatività ha giocato un ruolo fondante, registra un parallelo dinamismo anche nella scena più contemporanea delle arti performative. Basti pensare agli artisti del nuovo teatro veneto che recentemente si sono segnalati come finalisti o vincitori di alcune tra le vetrine del teatro contemporaneo più qualificate. Alcuni di essi si sono formati proprio a partire dai progetti di formazione di Operaestate, altri sono stati accompagnati dai suoi programmi di sostegno e di incentivo alle nuove produzioni.

Fondamentale partner a fianco della Città di Bassano, capofila del progetto, è la Regione del Veneto, impegnata da tempo a sostenere e a far emergere  quello che è stato definito il Terzo Veneto, il Veneto della metropoli che verrà, il Veneto dove a contare saranno avventure di carattere estetico secondo le tranquille dimensioni di ciò che, per il momento, ci accontentiamo di chiamare qualità della vita. Il progetto di Operaestate e tutte le sue declinazioni più rivolte ai linguaggi del contemporaneo, partecipa appieno a questo disegno, a questa scommessa sul futuro, alla fede incrollabile nella bellezza e nella cultura, all’aprirsi al mondo partendo da un immane patrimonio. Nella lucida consapevolezza che dalla sua conoscenza e dal dargli valore, dipende il nostro futuro.

Ecco allora che le direzioni fondanti di questo progetto, paradigmatico di uno stile di dispiegamento della progettazione culturale oltre il particolare e il locale, assumono tutte forma e sostanza che appartengono profondamente a questa politica culturale, a dimostrazione che questo nuovo Veneto non è di là da venire ma è reale, diffuso, più vivo che mai, non solo d’estate.


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