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L’arte di rischiare

Submitted by Marco Mari on lunedì, 20 luglio 2009One Comment
di Cristiano Seganfreddo – Direttore Fuoribiennale

cristiano1Non ce la farai mai. Impossibile. È un progetto folle. Non te lo produrranno. Non è una buona idea. Lascia perdere. Ti andrà male. Non te lo finanzieranno mai. Non funziona. Non si capisce. Fallirai…
È l’arte di rischiare. La somma di due fattori. La somma di due situazioni instabili. Pericolose. Non definite. Ai margini. Non accettate, nella loro fase di costruzione, dalla società né dal pensiero comune. Dalle banche o dall’establishment culturale. Ma spesso solo da se stessi.
Sono però alla base di ogni grande impresa. Artistica, imprenditoriale o personale. Cerchiamo con ! quella carica inspiegabile che è movimento delle cose. Quello che genera il nuovo. Il soffio che rende vivo un luogo, un oggetto, un’impresa, un’azione in una società dove tutto è terribilmente piatto, omogeneo e codificato.

Cerchiamo la diversità che si impone come visione, come punto di vista, via di fuga. Spesso contro le leggi della gravità, della logica o del buon senso. Ma mai in modo gratuito, flaneur e stancamente autoreferenziale.
Cerchiamo di dare una spinta per generare nuovi processi, nuove vie di collaborazione tra impresa e cultura, tra linguaggi emergenti e codici economici e sociali. Che metta in primo piano le energie di un paese, la voglia di fare e di rischiare per i propri sogni. Il tutto inserito in una cornice contemporanea, consapevole ed internazionale.
Seppur in una dimensione smaccatamente territoriale. Ma mai naïf. Per farlo abbiamo infatti scelto un piccolo territorio: l’Innov(e)tion Valley, ovvero il Nordest d’Italia. L’area con la più alta densità di produzione contemporanea. Il cuore dell’industria creativa europea con il suo mix, fortunatamente imprevedibile, di imprenditoria, moda, arte, ricerca, design.
A raccontar questo rischio territoriale, fatto di persone e sogni diventati realtà, ci ha pensato un pot-pourri di affermati ed emergenti, giovani o meno, famosi e non.
Tutti hanno accettato il rischio di mettersi in gioco. Questo è quello che domandiamo anche a voi.
Perché “chi non rischia niente, non fa niente, non ha niente, non è niente”.

One Comment »

  • Patrizio Locatelli Rossi said:

    Di buone e nuove idee da parte di noi creativi ce ne sono moltissime. Il problema è che abbiamo degli imprenditori “vecchi” di testa oppure i pochi che si salvano invece si sentono loro stessi dei piccoli “philippe starck” e quindi l’ azienda diventa chiusa a idee nuove da fuori.
    Mentre invece se parliamo delle aziende, in questo momento storico non hanno e non possono avere nè tempo e neanche i soldi per affrontare (e rischiare) idee nuove; si tengono stretti i loro prodotti, magari gli danno una “rinfrescata” e “tirano a campare” sperando che le cose migliorino.
    Questa è la verità, è inutile fare tante parole sull’incoraggiare noi ……..sono loro che si devono “buttare” altrimenti è finita (e ormai siamo alla frutta da anni).
    Patrizio Locatelli Rossi designer

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