Home » EDITORIALI: L'INNOVeTION VALLEY

The day after tomorrow. Venezia tutto l’anno

Submitted by Marco Mari on giovedì, 23 luglio 2009No Comment
di Pier Luigi Sacco

2104025106_493888e278_mNei giorni immediatamente successivi all’inaugurazione della Biennale delle Arti Visive, Arrigo Cipriani contrapponeva, in un articolo sul Gazzettino, la Venezia della Biennale a quella del Carnevale. La città della grande arte internazionale, attraversata dall’euforia dell’apertura di nuovi, bellissimi spazi espositivi e da quel senso un po’ vertiginoso di possibilità, di sorpresa dell’intelligenza che si respira in tutte le grandi città globali della cultura. Oppure la città-parco a tema, auto-compiaciuta e un po’ cialtronesca, che recita una farsa senza cuore e senz’anima per il sollazzo di torme di turisti sprovveduti e inconsapevoli che in cuor suo disprezza profondamente, pregustando il momento in cui presenterà loro il salatissimo e meritato conto.

Cipriani si riconosceva giustamente nella “prima” Venezia, additando la seconda come il simbolo di ciò che non vorremmo più vedere ma che purtroppo invece temiamo, anzi sappiamo di ritornare puntualmente a vedere non appena le luci della grande kermesse internazionale si spengono.

In effetti, se ci si pensa, è incredibile che Venezia continui ad arrabattarsi piuttosto schizofrenicamente tra queste due anime così diverse. Non esiste forse altra realtà urbana al mondo tanto naturalmente predisposta a divenire un unico, straordinario spazio di produzione ed esperienza culturale, per di più alla luce della sua storia e della sua localizzazione geografica di cerniera tra occidente e oriente d’Europa. Non un museo raggelato, ma uno spazio vivo, nel quale appunto la produzione e la circolazione delle idee sono un dato costitutivo dell’esperienza quotidiana. L’allarmante dinamica demografica che sta portando al progressivo spopolamento della città può trasformarsi in una straordinaria possibilità se pone le condizioni per una nuova ondata di ripopolamento basata sulla residenzialità culturale. Quest’anno l’intero mondo internazionale dell’arte ha sentito il bisogno di essere a Venezia nei giorni dell’inaugurazione, ancora più che negli anni passati. E in ogni conversazione, ancora una volta molto più che in passato, ritornava sempre un interrogativo: come fare in modo che l’indimenticabile Venezia di quei giorni potesse diventare “Venezia tutto l’anno”. E bastava solo accennare al tema per accendere immediatamente entusiasmi incredibili, impensabili, negli interlocutori più prestigiosi e compassati.

Dopo tanti anni di rassegnato pragmatismo, forse la città è pronta per un nuovo ciclo di progettualità ambiziosa, che peraltro si legge in filigrana, ad esempio, nella crescente sensibilità della Biennale ad estendere il proprio raggio d’azione su intervalli temporali sempre più ampi e su ambiti tematici e territoriali sempre più inclusivi. Un punto di partenza naturale, spesso evocato ma mai davvero preso in seria considerazione, è l’apertura permanente dei padiglioni dei Giardini di Castello, che rappresentano già, con qualche aggiustamento strutturale, un potenziale polo di residenzialità culturale di respiro internazionale, nel quale è possibile immaginare il coinvolgimento e l’intervento attivo di buona parte delle nazioni attualmente rappresentate, per non parlare degli altri mille, straordinari spazi sparsi per la città in cerca di una logica d’uso più intelligente ed interessante dell’occasionale showroom di prestigio. Si potrebbe, si dovrebbe partire da lì. Certo, ci sono tante difficoltà pratiche. Ma sono tutte superabili, se si vuole. La posta in palio è Venezia tutto l’anno. Cioè una città capace di posizionarsi permanentemente nella geografia globale dei flussi culturali, e di conseguenza di attrarre stabilmente le risorse umane e finanziarie di cui ha bisogno per immaginare un futuro all’altezza della propria storia e delle proprie possibilità. Ne ha bisogno la città. Ne ha bisogno l’intero Nordest. Ne ha bisogno il nostro paese. Ne abbiamo bisogno tutti.

Leave your response!

Add your comment below, or trackback from your own site. You can also subscribe to these comments via RSS.

Be nice. Keep it clean. Stay on topic. No spam.