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21/09: Come innovazione e tradizione convivono in perfetta sintonia.

Submitted by studenti.iuav on sabato, 26 settembre 2009No Comment
a cura di Guido Ferilli – IUAV

bandiere delle famiglie appartenenza dei lottatoriGiunti ad Asakusa, una delle zone del centro cittadino di Tokyo, ci siamo trovati di fronte all’imponente ingresso del Tempio Sensò (Nakamise). Il luogo di culto è introdotto da un lungo viale costeggiato da botteghe e venditori ambulanti che invogliano i passanti a soddisfare i piaceri del corpo dimenticando momentaneamente lo spirito.

L’atteggiamento degli avventori diventa all’istante più composto in prossimità del tempio, in quanto prima di accedervi è necessario purificarsi per mezzo di alcuni rituali: l’offerta di incensi dal fumo propizio e il lavaggio della mani e della bocca con l’acqua di una fonte sacra (usanze che, tra l’altro, abbiamo riscontrato in altri templi). Il fedele può inoltre scuotere delle palline in un contenitore per sapere se sarà fortunato: in caso l’estrazione della pallina dia esito negativo, deve annodare un foglietto di carta con una preghiera su una grata affinché possa cambiare in meglio la propria sorte.

La seconda tappa è stata Akihabara, Yodobashi Camera, la città elettronica, chiamata così per i numerosi negozi e megastore in cui sono vendute le ultime novità tecnologiche. La curiosità ci ha portati in un centro di nove piani, ciascuno dedicato a una categoria specifica di prodotti come computer, macchine fotografiche ed elettrodomestici.  Un piano era interamente dedicato a manga ed anime sia in versione illustrata, sia in videogiochi e gadget, un vero paradiso per gli appassionati (e otaku) di tutte le età.

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L’ultima tappa della giornata è stato il campionato di sumo a Ryògoku: al centro della moderna arena un baldacchino sospeso che sovrasta il blocco di terra battuta che costituisce il campo in cui i lottatori si affrontano. I cerimoniali che accompagnano ogni combattimento e i vestiti tradizionali eccitano la folla. Dopo la presentazione dei campioni, uno ad uno, secondo la famiglia di appartenenza, vengono chiamati in coppia per la lotta. Entrambi, prima del confronto, svolgono alcune movenze cerimoniali per esibire le proprie potenzialità: ciascun lottatore si volge verso il pubblico alzando e sbattendo una dopo l’altra le gambe a terra, quindi prende dell’acqua per sciacquarsi la bocca e del sale in mano, si alza, si gira e lo lancia sul terreno per purificarlo. Sono i soli lottatori a poter decidere il momento più favorevole per battersi, impiegando spesso svariati minuti per trovare la concentrazione adeguata. La lotta dura pochi istanti: i concorrenti si posizionano davanti a due linee parallele, piegati e con i pugni chiusi a terra e mantengono la posizione finché, improvvisamente, si gettano uno sull’altro afferrandosi e spingendosi; il primo che cadrà a terra o uscirà dal cerchio che delimita il campo avrà perso. Il fermento della folla cresce con l’avvicinarsi dei match decisivi dopo i quali, sarà proclamato il campione del torneo. Superando le numerose voci e pregiudizi su questo sport, assistere a un incontro è tutta un’altra cosa.

La cerimonia iniziale, i gesti pieni di significato, la serietà dei lottatori e la tensione di una lotta corpo a corpo non può lasciare lo spettatore indifferente, anzi trasmette subito passione ed interesse profondi.

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