Innovazione e proprietà intellettuale: gli orientamenti dei cittadini
Il dibattito sugli investimenti in ricerca e innovazione è sempre più frequentemente associato, anche in Italia, alla discussione sulle forme e i diritti di accesso e utilizzo dei risultati.
Il dato del 2009 registra un significativo spostamento degli orientamenti degli italiani verso un giudizio che prevede il più ampio e libero accesso a prodotti quali farmaci contro la malaria (il 70,6% ritiene che li si debba poter utilizzare liberamente, indipendentemente dagli interessi economici di individui o istituzioni/aziende che li hanno realizzati) o tecnologie per il risparmio energetico (71,2%).
Questo richiamo alla più ampia possibilità di utilizzo decresce se si passa a considerare farmaci in grado di migliorare le prestazioni sessuali, software e composizioni musicali. Vale tuttavia la pena di segnalare che anche in questi ambiti si registra uno slittamento degli orientamenti verso forme di ‘libero accesso’: coloro che sono disposti a riconoscere un beneficio economico al compositore di un brano musicale sono diminuiti dal 60,3% al 53,7% dal 2007 al 2009.



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