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L’architettura innovativa (e la politica) ai tempi della crisi.

Submitted by Marco Mari on lunedì, 21 dicembre 2009No Comment

glories-y-torre-agbarCaro Sociologo,

sono un sindaco di una cittadina di provincia e i miei assessori insistano perché anche il nostro Comune possa fregiarsi dell’opera di un Archistar. Io temo però che i cittadini ci critichino per aver sprecato risorse che potevano essere utili per la buona e ordinaria amministrazione del Comune.

Puoi consigliarmi?

(Lista Civica ‘69)

Caro Lista Civica,

il tuo è un dilemma tipico di chi deve barcamenarsi tra due gruppi sociali di riferimento (i colleghi di giunta e alleati politici da un lato, e gli elettori dall’altro), con priorità diverse che possono talvolta entrare in conflitto. Potresti, per cominciare, prenderti un bravo addetto stampa. A quel punto farai sapientemente filtrare l’indiscrezione che la tua giunta sta valutando l’ipotesi di commissionare un’opera architettonica innovativa (spara pure nomi grossi, Calatrava, Isozaki, Nouvel – tanto è gratis).

Lascia che monti un bel dibattito, e che alleati e opposizione si prendano la ribalta schierandosi pro o contro. Infine, annuncia che dopo attenta e ponderata riflessione, hai deciso che in questa fase difficile (la crisi, i tagli statali eccetera) il Comune ha deciso di concentrare le risorse sulla ‘buona e ordinaria amministrazione’. A quel punto si sarà creato un effetto, come dicono gli studiosi di comunicazione, di ‘saturazione’.. All’opinione pubblica sembrerà quasi di averla già in piazza, quell’opera tanto discussa e dibattuta. Il nome del tuo Comune sarà uscito sulla stampa associato a quello delle più colossali Archistar I tuoi assessori avranno avuto il loro momento di visibilità. Infine, tu avrai fatto la figura dell’amministratore saggio e parsimonioso.

Sociologicamente tuo,

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