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Il fattore AI

Submitted by giulia.zerbo on mercoledì, 24 febbraio 2010One Comment

cristiano disegno

IL FATTORE AI: TRA ARTIFICIAL INTELLIGENCE E ARTIGIANATO INDUSTRIALE

di Cristiano Seganfreddo (Editoriale estratto da “!” INNOV(E)TION VALLEY MAGAZINE_ISSUE 3)

 

Viviamo in un’epoca in cui tutti pensiamo di saper pensare. Più o meno, ovviamente. E con dubbi atroci su quel più. E quando non lo sappiamo fare direttamente ci aiutiamo con dosi massicce di AI, Artificial Intelligence. La nostra panacea quotidiana. A tutte le latitudini. Basta un click. E quel push nell’etere si trasforma in una soluzione, anche fisica, di un problema. Come se una mail, Excel, Power Point o Wikipedia avessero sempre capacità taumaturgiche. Ma come la mettiamo sul fare e sul produrre? Visto che da qualche parte le cose assumono anche vita tridimensionale. Sulla fisicità, anche immateriale, di trasformare qualcosa? Di dare vita a ciò che è solo sulla carta? Di rendere possibile una visione, sia su un cartamodello, su un torchio o in un altoforno?

L’Italia sapeva fare, come Geppetto con il suo Pinocchio. Aveva una straordinaria padronanza manuale, diffusa e sedimentata, in secoli di tradizione artigianale poi diventata industria. Una sapienza di controllo di materiali e idee che, inaspettatamente, diventavano oggetto. Storie. Partendo dalle mani. Il progetto si fondeva con l’oggetto, grazie a quel mix impreciso, instabile e indefinibile di competenze, passione, rischio. Gusto e precisione. Di prove e tentativi andati male. Di frequentazione, quasi maniacale, di un’idea. Basi per l’innovazione di prodotto di quello che oggi è il Made in Italy nel mondo. Se da altre parti l’innovazione è progetto e pianificazione, l’Artificial Intelligence, da noi è l’artigianato-industria. Qualcosa di diverso, che non nega ricerca e tecnologia, ma che fonde altri saperi e modalità che cercheremo di scoprire in questo numero. Mondi mandati spesso in outsourcing o in pensione, e che dovremmo riprendere, perché quella “roba lì”, la nostra AI, può essere la via d’uscita, dall’impasse economica e sociale italiana. Ma solo se resa contemporanea e non, ancora una volta, folklore.

One Comment »

  • Franco said:

    Mai stato un tuo grandissimo fan, ma appoggio completamente questo tuo pensiero.
    A ricredersi, c’è sempre tempo!

    Grazie
    Franco

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