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Il sarto dell’aria

Submitted by giulia.zerbo on venerdì, 12 marzo 2010No Comment
ph: Federica Palmarin

ph: Federica Palmarin

di Eleonora Vallin
estratto da “!”  Innov(e)tion Valley Magazine_3

«Gli uomini possono chiudere gli occhi davanti all’orrore e alla grandezza, turarsi le orecchie di fronte a melodie e parole seducenti. Ma non possono sottrarsi al profumo. Poiché il profumo è fratello del respiro. Penetra gli uomini che non gli possono resistere, scende in loro, direttamente al cuore e distingue la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l’amore dall’odio. Colui che domina gli odori, domina dunque anche il cuore degli uomini».

Questa è la storia di un uomo da un dono raro: un olfatto finissimo in grado di percepire e catalogare qualsiasi nota di odore. Un uomo che decide di coltivare un sogno che nulla ha a che fare con la ricchezza. È la storia- favola di Jean-Baptiste Grenouille narrata da Patrick Suskind nel “Profumo”. Ma anche la storia-vera di Celso Fadelli, imprenditore nato con un insolito fiuto per il bello, un’atavica passione per “le cose invisibili” e la sana ambizione di voler emozionare le persone, “cucendogli addosso un odore”. Animo inquieto e insoddisfatto, Fadelli a trent’anni (era il 1989) ha seguito l’istinto, dando vita alla prima “prova di stranezza” per il mercato di allora. Dopo alcuni anni passati in uno studio di design a realizzare architetture d’interni che poi «venivano quasi “stuprate”, nel loro essere, dalle persone che le usavano, toglievano e aggiungevano cose», scelse di non occuparsi più di oggetti “fluidi” ma di “prodotti emozionalmente perfetti” che “potessero rimanere nel tempo” e capaci “di legare l’esteriorità alla situazione interiore che ogni persona vive”. Il viaggio è all’origine di tutto. Ma non esiste il caso in questa storia. Esiste la ricerca di una sensazione. Esistono l’affanno verso la creatività e il saper intuire il valore di ciò che s’incontra. Così accadde per la prima collezione: una linea di frutta e fiori di legno per profumare gli ambienti, ben lontani dal consueto pout pourri già imperante nelle grandi catene commerciali. «Scoprii allora – ricorda Fadelli – che esistevano nel mondo soluzioni olfattive straordinarie e che c’era ancora molto da creare». Strana inclinazione per un uomo che, con grande sincerità, confessa di non avere «mai indossato un profumo, se non per lavoro» precisando per di più, a scanso di equivoci, di “avere naso” solo per tutto ciò che è «strategia, progetto, mercato, posizionamento ». È dunque nel verbo “indossare” che si snoda la particolarità di Fadelli. Il suo essere artigiano e “sarto” di profumi. Herbarium, l’azienda nata sul finire degli anni Ottanta è oggi una realtà internazionale nota come Intertrade Europe. Il quartier generale è a Padova ma esistono filiali a Londra, Düsseldorf, New York e Parigi.

L’azienda (80 dipendenti e oltre dieci milioni di fatturato nel 2008 con una crescita quest’anno del 6-7%) è oggi un gruppo formato da otto diverse società che creano e seguono a 360 gradi le strategie di mercato per marchi internazionali di “profumeria d’arte”, in oltre 40 Paesi al mondo e 500 negozi. Il carnet di profumi svela 28 diverse collezioni profondamente diverse tra loro: dai “Gelsomini di Capri” alla linea della maison francese “Esteban” fino ai flaconi «Nasomatto», marchio che vanta il primo odore nero Black Afgano, vincitore del “The best of fragrance 2009”. Ma che differenza c’è tra profumo e odore? «Il profumo ha quasi sempre un’ispirazione floreale – spiega il ceo – l’odore è qualcosa di diverso. Ha una forza maggiore. È una questione di materie prime». Senza il supporto del brand e senza massicci investimenti in comunicazione e promozione, le linee gestite e prodotte da Intertrade (in licenza, compartecipazione azionaria, contratti di collaborazione) hanno bisogno di essere spiegate nella loro qualità. I venditori sono quindi formati dall’azienda per «raccontare al cliente e farlo sognare», chiosa Fadelli. «Saper scegliere i prodotti è il nostro valore aggiunto – precisa il ceo – credo che ogni profumo abbia un’anima, come le persone. E il nostro compito è sentire quello che ci manifesta». Così Fadelli e il suo staff possono creare un prodotto anche solo partendo dall’idea. Intertrade offre infatti un servizio completo, dallo sviluppo strategico al posizionamento «senza perdere poi, nel mercato, il controllo del profumo». «Crediamo nei consumatori pensanti – prosegue l’imprenditore – anche se non adoro usare questa parola: consumatore. Reputo tuttavia che esistano sempre più persone in grado di acquistare per piacere. Senza badare a marche o ad altri meccanismi promozionali ». «Questa crisi ha rimesso al centro l’uomo – conclude – e l’uomo ha capito che il quanto non produce il quale. La profumeria, anche quella di qualità, usa materie prime inferiori che costano molto meno. Nel tempo questi prodotti danno assuefazione e disaffezione. Noi creiamo vere e proprie opere d’arte, figlie di quell’artigianato alto che da sempre distingue e identifica il made in Italy nel mondo». Non a caso Fadelli, dal 2003, è uno dei principali fondatori e poi consulente di Pitti Fragranze a Firenze e di Masterpieces al Cosmoprof di Bologna. Nel 2009 è stato inoltre tra i fondatori di “Esxence, The scent of excellence”: il primo salone internazionale milanese dedicato alla profumeria artistica.

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