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	<title>Welcome to INNOVeTION VALLEY &#187; Marco Mari</title>
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	<description>the area with the highest degree of creativity in the world</description>
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		<title>Il backstage delle nostre vite.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 22:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta del Sociologo]]></category>
		<category><![CDATA[backstage]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano bucchi]]></category>

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		<description><![CDATA[il sociologo canadese Erving Goffman sosteneva che ad ogni performance in cui siamo impegnati in quel teatro che è la vita corrisponde un backstage]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2363" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/11/il-backstage-delle-nostre-vite/2362/facebook1/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2363" title="facebook1" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/11/facebook1-300x225.jpg" alt="facebook1" width="300" height="225" /></a>Caro Sociologo<br />
Ho iniziato da qualche settimana a lavorare da praticante in un importante studio legale. Mi trovo bene ma da quando sono qui mi è venuta la preoccupazione di ritrovarmi una foto o un commento su Facebook – o peggio ancora un video su Youtube- che mi possa mettere in difficoltà con i colleghi. Sicché non aggiorno quasi più le mie pagine, non mando foto o commenti in giro, e sto sempre con la paura che mi fotografino o mi riprendano con il cellulare. Così però vivo in continua tensione! Ti prego, dammi un consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Faccialibro ‘85   <span id="more-2362"></span></em>Cara Faccialibro,  il sociologo canadese Erving Goffman sosteneva che ad ogni performance in cui siamo impegnati in quel teatro che è la vita corrisponde un backstage. Così, ad esempio, i camerieri di un ristorante possono lasciarsi andare, in cucina, a commenti spicci o atteggiamenti più rilassati. Nell’epoca dei media digitali, tuttavia, è sempre più difficile mettere confini precisi e distinzioni tra i diversi ambiti e ruoli che ognuno di noi ricopre. E una foto o un commento, anche non particolarmente maliziosi, su Facebook, possono stridere con un contesto professionale formale come quello di uno studio legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio consiglio generale è che tu ti abitui a convivere con questa caratteristica della comunicazione contemporanea. Cerca di evitare situazioni troppo imbarazzanti, ma prova anche a gestire spazi comunicativi che ti sembrano distanti anni luce con occhi moderni e un pizzico di ironia. Ad esempio, perché non portare anche su Facebook o su Youtube i tuoi interessi professionali?<br />
Più insisti a voler tenerli rigidamente separati, più rischi che il cortocircuito sia brusco e traumatico appena un commento o una foto  scapperà (e prima o poi scapperà) al tuo controllo ossessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		<title>Esiste la partenza intelligente?</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/08/esiste-la-partenza-intelligente/2152/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 09:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta del Sociologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come nella famosa canzone di Paolo Conte, aspetto l'estate tutto l'anno e poi mi ritrovo immancabilmente su una spiaggia affollata e in coda in autostrada.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-2156" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/08/esiste-la-partenza-intelligente/2152/immagine-1-13/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2156" title="Immagine 1" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-1-300x225.jpg" alt="Immagine 1" width="300" height="225" /></a>Caro Sociologo</em><br />
Come nella famosa canzone di Paolo Conte, aspetto l&#8217;estate tutto l&#8217;anno e poi mi ritrovo immancabilmente su una spiaggia affollata e in coda in autostrada.<br />
Per fare vacanze cosi&#8217;, allora tanto vale restare in ufficio.<br />
Puoi suggerirmi una soluzione? Esiste davvero la partenza intelligente?</p>
<p style="text-align: justify;">Vicino di ombrellone &#8216;76<span id="more-2152"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Caro vicino di ombrellone,<br />
le vacanze fanno parte dei beni cosiddetti &#8216;posizionali&#8217;. Infatti a differenza di beni come il cibo, che soddisfano bisogni fondamentali, il valore di questi beni diminuisce quanti piu&#8217; individui possono beneficiarne. Cosi&#8217;, una spiaggia tranquilla o una strada scorrevole perdono il proprio valore quando divengono troppo affollate o trafficate. Allo stesso modo, la partenza intelligente del singolo per le vacanze diventa un incubo se tanti optano per la stessa soluzione &#8216;intelligente&#8217; o alternativa. La conseguenza e&#8217; che i flussi turistici non sono in grado di autoregolamentarsi, e che per preservare il valore di una localita&#8217; vacanziera richiede istituzioni che regolino e coordinino. Nel tuo caso specifico, la strategia da consigliare dipende fondamentalmente dalle opzioni a tua disposizione. Se gli impegni di lavoro te lo permettono, dovresti naturalmente evitare i periodi meno congestionati. Se viaggi senza bambini piccoli o persone anziane, prova ad affidarti all&#8217;ispirazione del momento. Parti senza prenotare, e spostati in direzione opposta rispetto ai flussi di traffico che incontri. E se finisci in un bel posto, mandami una cartolina.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		<title>Le tecnologie che cambieranno le nostre vite.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 12:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Observa]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono le tecnologie destinate a cambiare le nostre vite in modo più significativo da qui al 2020? Le previsioni e le aspettative degli italiani sembrano centrate in particolare sui temi della mobilità e dell’energia. Oltre quattro cittadini su dieci, infatti, sono convinti che il nostro prossimo futuro sarà segnato soprattutto dall’introduzione di veicoli a idrogeno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2325" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/04/le-tecnologie-che-cambieranno-le-nostre-vite/2324/future_technology_big/"><img class="alignleft size-full wp-image-2325" title="Future_technology_big" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/10/Future_technology_big.jpg" alt="Future_technology_big" width="145" height="225" /></a>Quali sono le tecnologie destinate a cambiare le nostre vite in modo più significativo da qui al 2020? Le previsioni e le aspettative degli italiani sembrano centrate in particolare sui temi della mobilità e dell’energia. Oltre quattro cittadini su dieci, infatti, sono convinti che il nostro prossimo futuro sarà segnato soprattutto dall’introduzione di veicoli a idrogeno. Al secondo posto robot e computer ‘intelligenti’ (25,5%) e al terzo lo sviluppo di farmaci personalizzati (18,3%). Meno rilevante è considerato l’impatto di innovazioni quali i lettori digitali di libri e quotidiani, e ancor meno evidenti appaiono le potenzialità commerciali e turistiche dei viaggi spaziali. Interessanti le differenze legate ai livelli di istruzione: i laureati sono meno portati della media ad enfatizzare l’impatto di auto ad idrogeno e robot intelligenti, mentre tra di loro aumenta la quota di chi punta sui farmaci personalizzati come innovazione più significativa per il prossimo decennio.</p>
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		<title>le ambivalenze della tecnologia</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 15:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta del Sociologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sociologo,
mia figlia di 8 anni insiste perché le compri un cellulare, sostenendo che tutte le sue amiche ce l’hanno. A me sembra presto, ma non vorrei neanche che si sentisse emarginata. Che cosa ne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-1567" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/03/le-ambivalenze-della-tecnologia/1566/cellulare-bambini/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1567" title="cellulare-bambini" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/03/cellulare-bambini-300x201.jpg" alt="cellulare-bambini" width="180" height="121" /></a>Caro Sociologo,<br />
mia figlia di 8 anni insiste perché le compri un cellulare, sostenendo che tutte le sue amiche ce l’hanno. A me sembra presto, ma non vorrei neanche che si sentisse emarginata. Che cosa ne pensi?<br />
(GSMamma ‘71)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Cara GSMamma,<br />
in effetti il cellulare, al contrario della bomba atomica, è una tecnologia che acquista tanto più valore quanto più ce l’hanno anche gli altri.<span id="more-1566"></span>A me sembra che dovresti approfittare di questa occasione per impartirle una precoce lezione sull’ambivalenza della tecnologia.<br />
Per cui comprale pure il cellulare, ma a due condizioni. Primo: dovrà dimostrare di saperne contenere la spesa. Fissa un budget mensile, o concorda un equo scambio in natura (una piccola ricarica periodica se regolarmente apparecchia e sparecchia la tavola, ad esempio).<br />
Ma soprattutto sii chiara sul fatto che dovrà sempre rispondere prontamente alle tue chiamate e ai tuoi messaggi, pena la requisizione del cellulare.<br />
A questo punto, con tono sempre affettuoso e amichevolmente materno, tu la chiamerai e la messaggerai con continuità e in qualche occasione anche con insistenza.<br />
Ti sarà grata per tutta la vita di averle insegnato che la tecnologia ha i suoi vantaggi, ma anche – come si dice – le sue ‘esternalità negative’.</p>
<p style="text-align: justify;">Ps. Non dimenticare di stipulare sul tuo telefono una tariffa agevolata per chiamate e messaggi al numero della bimba, altrimenti l’operazione ti costa un patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		<title>INNOVeTION VALLEY</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 10:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[INNOVeTION VALLEY rappresenta il Nordest, territorio a più alta densità di innovazione e creatività per metro quadro al mondo.
Il termine INNOVeTION VALLEY [ˌɪn.əʊˈve.ʃɵn ˈvæl.i] è un neologismo che in italiano significa “valle dell’innovazione”.
Sostanzialmente, si tratta ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1663" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/01/innovetion-valley/1662/upload_feedback/"><img class="alignleft size-full wp-image-1663" title="upload_feedback" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/03/upload_feedback.jpeg" alt="upload_feedback" width="192" height="168" /></a>INNOVeTION VALLEY rappresenta il Nordest, territorio a più alta densità di innovazione e creatività per metro quadro al mondo.<br />
Il termine INNOVeTION VALLEY [ˌɪn.əʊˈve.ʃɵn ˈvæl.i] è un neologismo che in italiano significa “valle dell’innovazione”.<br />
Sostanzialmente, si tratta della vasta regione che coincide con il Nord-Est d’Italia.<br />
“INNOVeTION” fa riferimento alla fortissima concentrazione di industrie della creatività e dell’innovazione e “VALLEY” si riferisce all’estensione. Questo territorio non ha una città principale, perché la densità di protagonisti e di centri importanti che gravitano attorno alle sue province – come Venezia o Trieste, Treviso o Vicenza – è tale da non consentire soluzioni di continuità.<br />
Un’unica, vasta area metropolitana con circa sei milioni di abitanti. I suoi protagonisti sono gli innovators.</p>
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		<title>L&#8217;architettura innovativa (e la politica) ai tempi della crisi.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 10:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta del Sociologo]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sociologo,

sono un sindaco di una cittadina di provincia e i miei assessori insistano perché anche il nostro Comune possa fregiarsi dell’opera di un Archistar. Io temo però che i cittadini ci critichino per aver sprecato risorse che potevano essere utili per la buona e ordinaria amministrazione del Comune.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1337" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/12/larchitettura-innovativa-e-la-politica-ai-tempi-della-crisi/1336/glories-y-torre-agbar/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1337" title="glories-y-torre-agbar" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/12/glories-y-torre-agbar-300x200.jpg" alt="glories-y-torre-agbar" width="216" height="144" /></a>Caro Sociologo,</p>
<p style="text-align: justify;">sono un sindaco di una cittadina di provincia e i miei assessori insistano perché anche il nostro Comune possa fregiarsi dell’opera di un Archistar. Io temo però che i cittadini ci critichino per aver sprecato risorse che potevano essere utili per la buona e ordinaria amministrazione del Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Puoi consigliarmi?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Lista Civica ‘69)<span id="more-1336"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Caro Lista Civica,</p>
<p style="text-align: justify;">il tuo è un dilemma tipico di chi deve barcamenarsi tra due gruppi sociali di riferimento (i colleghi di giunta e alleati politici da un lato, e gli elettori dall’altro), con priorità diverse che possono talvolta entrare in conflitto. Potresti, per cominciare, prenderti un bravo addetto stampa. A quel punto farai sapientemente filtrare l’indiscrezione che la tua giunta sta valutando l’ipotesi di commissionare un’opera architettonica innovativa (spara pure nomi grossi, Calatrava, Isozaki, Nouvel – tanto è gratis).</p>
<p style="text-align: justify;">Lascia che monti un bel dibattito, e che alleati e opposizione si prendano la ribalta schierandosi pro o contro. Infine, annuncia che dopo attenta e ponderata riflessione, hai deciso che in questa fase difficile (la crisi, i tagli statali eccetera) il Comune ha deciso di concentrare le risorse sulla ‘buona e ordinaria amministrazione’. A quel punto si sarà creato un effetto, come dicono gli studiosi di comunicazione, di ‘saturazione’.. All’opinione pubblica sembrerà quasi di averla già in piazza, quell’opera tanto discussa e dibattuta. Il nome del tuo Comune sarà uscito sulla stampa associato a quello delle più colossali Archistar I tuoi assessori avranno avuto il loro momento di visibilità. Infine, tu avrai fatto la figura dell’amministratore saggio e parsimonioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		<title>Come sfuggire alla morsa della vita bassa.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Posta del Sociologo]]></category>

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		<description><![CDATA["I pantaloni a vita bassa non mi stanno granché bene, ma non mettendoli ho paura di essere tagliata fuori dal giro di amici e amiche che frequento."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da questa settimana, la rubrica &#8220;la posta del sociologo&#8221;. <em>I dilemmi della vita quotidiana risolti con gli strumenti delle scienze sociali</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1246" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/11/come-sfuggire-alla-morsa-della-vita-bassa/1245/jeans/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1246" title="jeans" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/11/jeans-300x198.jpg" alt="jeans" width="210" height="139" /></a><em>Caro Sociologo,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>i pantaloni a vita bassa non mi stanno granché bene, ma non mettendoli ho paura di essere tagliata fuori dal giro di amici e amiche che frequento. Puoi aiutarmi? Grazie</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Rosaspina ’84)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-1245"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Rosaspina,</p>
<p style="text-align: justify;">lo scrittore e visionario della tecnologia Bruce Sterling sostiene che ogni innovazione passa attraverso quattro fasi: question mark (non si sa ancora bene cos’è), rising star (astro nascente), cash cow (fase di maturità che fa fare un sacco di soldi a chi la produce) e dead dog (stadio terminale).</p>
<p style="text-align: justify;">Il tuo problema, a prima vista, è quello di capire in che stadio si trovano i pantaloni a vita bassa.</p>
<p style="text-align: justify;">A giudicare dalle code davanti ai negozi Diesel durante i saldi, direi che a occhio abbiamo a che fare con una cash cow. Ma il tuo vero problema è capire in che fase si trova, l’innovazione della vita bassa, rispetto ai tuoi amici e amiche. Se la risposta è ancora cash cow, hai due possibilità per sfuggire alla morsa della vita bassa. La prima è trovare una promettente rising star, cioè una tendenza che nel giro di qualche mese ti renderà ammirata come pionieristica tra i tuoi amici (può funzionare anche con la gonna della nonna, in questo caso si tratta di rivitalizzare un dead dog). L’alternativa è cambiare giro di amicizie, passando dove la vita bassa è già nello stadio terminale (o addirittura dove non è ancora arrivata, per esempio tra gli indigeni della Lapponia – ma riconosco che si tratta di un’opzione piuttosto impegnativa).</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Architetture in movimento: Zaha Hadid si racconta.</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2009/10/architetture-in-movimento-zaha-hadid-si-racconta/1108/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA E DESIGN]]></category>

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		<description><![CDATA[A Padova, nella cornice della Biennale "Barbara Cappochin", una grande mostra celebra l'archistar anglo-irachena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: justify;">da Repubblica.it &#8211; di Laura Larcan</address>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-1109" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/10/architetture-in-movimento-zaha-hadid-si-racconta/1108/este_28161100_33020/"><img class="alignleft size-full wp-image-1109" title="este_28161100_33020" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/10/este_28161100_33020.jpg" alt="este_28161100_33020" width="230" height="153" /></a>PADOVA</strong> &#8211; Uno sciame di forze ondulate. Arcipelaghi di centinaia di blocchi differenziati da forme geometriche dinamiche e fluide che si muovono con andamenti continui e repentini: a momenti si dispongono in una trama a rete, poi si increspano come bozzoli, all&#8217;improvviso si concentrano come grappoli, per poi stendersi come paesaggi. E&#8217; uno spettacolo di energie visive il maxi allestimento che ha curato personalmente l&#8217;archistar anglo-irachena Zaha Hadid per la sua mostra antologica con cui invade letteralmente fino all&#8217;1 marzo i duemilacinquecento metri quadrati del Salone del Palazzo della Ragione, monumento tra i più affascinanti e suggestivi della città, che vanta il tetto &#8220;più largo&#8221; d&#8217;Europa costruito senza il supporto di colonne, una grandiosa copertura lignea di forma ogivale alta quaranta metri.</p>
<p>E&#8217; il cuore della quarta edizione della Biennale internazionale di Architettura &#8220;Barbara Cappochin&#8221;, la mostra di Zaha Hadid, prima donna vincitrice nel 2004 del Pritzker Prize, e architetto quanto mai al centro di un&#8217;attenzione critica internazionale visto che il 22 ottobre scorso a Tokyo ha ricevuto il prestigioso Praemium Imperiale per la sezione architettura (al fianco di altri artisti come Richad Long, Hiroshi Sugimoto, il regista e drammaturgo Tom Stoppard e il musicista Alfred Brendel), conferito dalla Japan Art Association alla presenza del principe e della principessa Hitachi &#8220;per i risultati conseguiti, per l&#8217;influenza esercitata sul mondo dell&#8217;arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la sua attività&#8221;.<br />
<!--inserto-->Un estro e una raffinatezza visionaria, quelli di Hadid, nata 58 anni fa a Baghad, ma da quasi trent&#8217;anni operativa a Londra con il socio Patrik Schumacher e uno studio da 250 persone, che in Italia ha trovato una terra fertile per le sue creazioni, dalla Stazione di Napoli Afragola per l&#8217;alta velocità ferroviaria al nuovo progetto per un Museo del Mediterraneo a Reggio Calabria, o per quello del Museo di Arte nuragica di Cagliari. Fino al suo rivoluzionario e avveniristico Museo delle arti del XXI secolo di Roma, ormai prossimo all&#8217;inaugurazione nella primavera del 2010, che presenterà nella capitale il 12 novembre. Palazzo della Ragione, o meglio, il Salone (di cui vale sempre la pena ricordare i suoi ottanta metri di lunghezza e ventisette di larghezza), nell&#8217;esuberanza dei suoi cinquecento affreschi che ne rivestono le pareti, diventa una sfida ideale per Zaha Hadid che concepisce la sua mostra come una gigantesca installazione performance immersiva, dove i progetti e i lavori non sfilano secondo una ordinata concezione cronologica, bensì secondo &#8220;isole&#8221; tematiche che raccolgono progetti, oggetti di arredamento, piani urbanistici selezionati in base al programma che li ha generati.</p>
<p>E il vasto open space del Salone diventa il paesaggio fluido ininterrotto di un articolato sistema di centinaia di blocchi espositivi multimediali. Ogni blocco è destinato alla presentazione di un progetto, attraverso una grande varietà di mezzi, come disegni, dipinti, fotografie, modelli, prototipi e video. Un allestimento che diventa esso stesso opera d&#8217;arte tale da esprimere il senso intimo dello stile e della personalità di Zaha Hadid signora di un linguaggio decostruttivista lirico e virtuoso, dove l&#8217;estetica visionaria è basata tutta sulla ricerca delle potenzialità delle forme dinamiche. E dà la piena percezione di un&#8217;architettura del futuro. L&#8217;andamento ondulato dei profili, la fluidità morbida delle linee, le tensioni oscillanti di pavimenti e coperture, pareti come fasci energetici in osmotica continuità, sono tutti cromosomi del suo Dna costruttivo, applicabili dal singolo tavolo, alla borsa al centro urbano.</p>
<p>Per Zaha Hadid lo spazio e l&#8217;oggetto diventano una sperimentazione immaginifica continua. A partire dalle creazioni &#8220;minime&#8221; più significativi della variegata produzione di Hadid, come il tavolo Mesa per Vitra, la lampada Genesy per Artemide, il tavolo Aqua Table per Established &amp; Sons, le scarpe Melissa, i divani per Sawaya &amp; Moroni e B&amp;B Italia, e la Louis Vuitton Icone Bag, tutti oggetti esposti nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo. Chicca della Biennale di Architettura Barbara Cappochin è poi il progetto del &#8220;tavolo dell&#8217;architettura&#8221;, tavolo di legno lamellare firmato dallo studio Zaha Hadid Architects e installato a Piazza Cavour come un gigantesco e insolito elemento di arredo urbano (20 metri di lunghezza, 2,3 metri di larghezza, un&#8217;altezza di 1,5 metri e un peso pari a 7,5 tonnellate). Una struttura ondulata ad elica, concepita per assecondare un&#8217;ispirazione dinamica inarrestabile, manifesto delle potenzialità che un oggetto &#8220;tradizionale&#8221; può lasciare esplodere. La superficie ondulata superiore è stata suddivisa per poter esporre i vincitori e partecipanti al premio della biennale. A conclusione dell&#8217;evento, sarà esposto in diverse piazze d&#8217;Italia, per poi volare a Parigi, Londra, fino a Tokyo nel 2011, per il Congresso Mondiale degli Architetti.</p>
<p>Notizie utili &#8211; &#8220;Biennale internazionale di Architettura Barbara Cappochin. Zaha Hadid&#8221;, dal 27 ottobre all&#8217;1 marzo, Palazzo della Ragione, Padova.<br />
Orari: martedì alla domenica dalle ore 9:00 alle ore 18:00<br />
Ingresso: intero 9,00 €, ridotto 7,00 €<br />
Informazioni: <a href="http://www.barbaracappochinfoundation.net"><span style="text-decoration: underline;">www.barbaracappochinfoundation.net</span></a><br />
<!-- fine TESTO --></p>
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		<title>Innov(e)tion Valley cerca web designers/programmatori</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 20:26:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Innov(e)tion Valley cerca un programmatore e web designer con esperienza e autonomia per la realizzazione di un nuovo progetto web e supporto alle attività in corso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1091" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/10/innovetion-valley-cerca-web-designersprogrammatori/1089/macbook-pro-slim-prototipe/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1091" title="macbook-pro-slim-prototipe" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/10/macbook-pro-slim-prototipe-300x205.jpg" alt="macbook-pro-slim-prototipe" width="180" height="123" /></a>Innov(e)tion Valley cerca un programmatore e web designer con esperienza e autonomia per la realizzazione di un nuovo progetto web e supporto alle attività in corso. Si richiedono eccellenti capacità grafiche, dimestichezza con Adobe Creative Suite e conoscenza dei maggiori sistemi di Content Management System.<br />
La collaborazione è di 6 mesi e si svolgerà a Monotono, la nostra sede di Vicenza.<br />
Contattateci prestissimo scrivendo una breve lettera motivazionale e mandando il vostro CV e portfolio o indicando sito web di riferimento a info@fuoribiennale.org</p>
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		<title>Innov(e)tion Valley cerca stagisti!</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 19:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[BREAKING NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Innovetion Valley cerca stagisti seri e motivati per attività di comunicazione legate all'organizzazione di un grande evento che si terrà a Vicenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1038" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/10/innovetion-valley-cerca-stagisti/1037/monotono/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1038" title="monotono" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/10/monotono-300x200.jpg" alt="monotono" width="180" height="120" /></a>Innovetion Valley cerca stagisti seri e motivati per attività di comunicazione legate all&#8217;organizzazione di un grande evento che si terrà a Vicenza. Lo stage è di 4 mesi negoziabili e si svolgerà presso la nostra sede di Vicenza. Sono richieste grande interesse verso il mondo della creatività e della comunicazione. Contattateci scrivendo una breve lettera motivazionale e mandando il vostro CV a info@fuoribiennale.org</p>
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