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	<title>Welcome to INNOVeTION VALLEY &#187; COVER STORIES</title>
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	<description>the area with the highest degree of creativity in the world</description>
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		<title>Domani esce ! Innov(e)tion Valley magazine sulle identità sostenibili</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 07:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>
		<category><![CDATA[innovators]]></category>

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		<description><![CDATA[Un numero alla scoperta delle identità sostenibili dell’Innov(e)tion Valley, l'area a più alta densità di innovazione al mondo. Un viaggio esplorando la sostenibilità ambientale ma soprattutto economica, sociale e culturale del Nordest italiano. In collaborazione con Progetto Marzotto.
In edicola con il Corriere del Veneto venerdì 10 settembre 2010.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2212" title="IVM 4 - coverweb" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/09/IVM-4-coverweb-220x300.jpg" alt="IVM 4 - coverweb" width="220" height="300" />Dopo avere indagato il fattore K ovvero capannone e il fattore AI &#8211; Artigianato Industriale il nuovo numero di !, il primo magazine internazionale del Nordest in italiano e in inglese, torna a raccontare la complessità del territorio dell’Innov(e)tion Valley a partire da un altro fattore: IS ovvero Identità Sostenibile. Un focus su design e architettura sostenibile attraverso i contributi esclusivi dei protagonisti dell’attuale Biennale di Architettura e un approfondimento sul tema della sostenibilità del nostro futuro a partire dall’identità di cui riappropriarci, che guarderà all’ambiente come a un connubio di natura, impresa, cultura e società.</p>
<p>Un numero in collaborazione con <strong>“Progetto Marzotto, per un nuovo tessuto sociale”,</strong> neonata associazione che supporta la formazione, sostiene la nascita di nuova impresa, premia chi ha idee e visioni. Un progetto voluto, e qui raccontato, da Giannino Marzotto che parte dall’eredità della sua famiglia per attivare e valorizzare il territorio con un premio per le scuole e uno per l’impresa.</p>
<p>Oltre quaranta i contributors di ! che hanno ragionato sui temi dell’identità e della sostenibilità di un territorio ad altissimo tasso di creatività e innovazione tra i quali economisti come Enzo Rullani, Stefano Micelli, Giovanni Costa e Marco Bettiol, sociologi come Francesco Morace e Massimiano Bucchi,  studiosi e uomini della cultura tra cui Flavio Albanese, Claudio Bertorelli, Roberto Daneo, Cesare De Michelis, Mario Lupano, Renzo di Renzo, Catterina Seia, Paolo Verri e appassionati ed esperti di sostenibilità come Sergio Los e Ed Gillespie.</p>
<p>L’<strong>architettura sostenibile</strong> è al centro delle riflessioni, in esclusiva, di dieci fra i grandi protagonisti della 12. Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia diretta Katsuko Sejima: dal presidente Paolo Baratta all’architetto e designer Andrea Branzi, da Bijoy Jain di Studio Mumbai ad Aldo Cibic, da Antón García – Abril a Jan De Vylder.</p>
<p>Di <strong>economia sostenibile</strong> e di un nuovo modo di fare impresa a Nordest si parla attraverso i casi di industrie e banche come quelli di Zambon Group, azienda farmaceutica che si interroga sull’impatto etico e sociale della propria attività e di Banca Etica, la prima istituzione di finanza etica nel nostro paese. E i casi di aziende che hanno ripensato la relazione tra impresa e territorio, nei quali l’azienda contribuisce a rigenerare attivamente la cultura del territorio in cui è inserita. Come Ecor, specializzata in alimentare biologico che ha un consiglio di amministrazione fatto da un’associazione antroposofica e che ha creato una scuola stenieriana per duecento ragazzi. E di spazi dinamici e flessibili come gli Hub di Milano e Rovereto o di esperimenti territoriali come il progetto AAA Cercasi Nuovo Artigiano di CNA Vicenza in cui designer internazionali e artigiani locali lavorano a stretto contatto per stimolare il generarsi di nuovi processi nel design e nell’economia.</p>
<p>Anche piccole comunità stanno ripensando la loro <strong>identità territoriale</strong>. E’ il caso del Camposampierese, primo caso di Unione di comuni in Italia. O dei numerosi comuni che hanno abbracciato il progetto Provincia italiana, evento collaterale della biennale di Venezia, che li invita ad interrogarsi sui propri “mal di testa” attraverso un laboratorio permanente di ripensamento territoriale.</p>
<p>Alla <strong>sostenibilità culturale</strong> è dedicato un approfondimento su alcuni casi di festival e manifestazioni che hanno saputo mettere in rete cultura e territori per generare sviluppo e innovazione. Come Operaestate festival veneto con le sue 33 città palcoscenico, Rete Eventi che ha raccolto 95 comuni e 195 istituzioni, Enzimi e Veneto Jazz.</p>
<p>Non mancano esperimenti di <strong>sostenibilità ecologica</strong> a Nordest come 100 orti, un orto nella campagna vicentina dove sono coltivati oltre 200 specie di pomodoro o Spiazzi Verdi, un progetto itinerante di impegno cittadino che ha lo scopo di radicarsi negli spazi verdi delle città per coltivare una comunità conviviale capace di relazionarsi con la terra, con le persone e con la città in maniera buona, pulita, bella e giusta.</p>
<p>Anche il titolo dell’<strong>Expo di Shanghai “Better city, better life” </strong>richiama il tema della sostenibilità: ! fa una panoramica della presenza del Nordest d’Italia presenti alll’Expo. Dalle aziende selezionate per l’Italia degli Innovatori, al padiglione italiano, alla rappresentazione della città di Venezia come urban best practice internazionale.</p>
<p>! Innov(e)tion Valley Magazine, diretto da Cristiano Seganfreddo, sarà distribuito nei più importanti luoghi della cultura italiana tra cui la 12.Mostra Internazionale di Architettura – la Biennale di Venezia, Collezione Guggenheim, Fondazione Bevilacqua La Masa, Fondazione Claudio Buziol, Fondazione Querini e il Mart di Rovereto. ! sarà inoltre presente presso fondazioni, musei, gallerie, nei grandi hub (aeroporti, istituzioni internazionali e fiere) come nelle stesse grandi aziende dell’Innov(e)tion Valley.</p>
<p>Per abbonarsi a ! Innov(e)tion Valley magazine basta andare sul sito <a href="http://www.innovetionvalley.com/">www.innovetionvalley.com</a> nella sezione magazine e compilare il form.</p>
<p>! INNOVeTION VALLEY MAGAZINE<br />
Viale Milano 60<br />
36100 Vicenza<br />
Tel. 0444/327166<a href="mailto:info@innovetionvalley.com"><br />
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		<title>Al via i dialoghi del festival Comodamente</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/09/al-via-i-dialoghi-del-festival-comodamente/2195/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>

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		<description><![CDATA[ E&#8217; iniziata oggi, giovedì 2, la IV edizione di Comodamente. Quattro giorni intensi in cui il  pubblico potrà confrontarsi con intellettuali, scrittori, scienziati,  giornalisti, docenti universitari, artisti, imprenditori e politici sulla  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2196" title="Progetti_in_rete" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/09/Progetti_in_rete-243x300.jpg" alt="Progetti_in_rete" width="243" height="300" /> E&#8217; iniziata oggi, giovedì 2, la IV edizione di Comodamente. Quattro giorni intensi in cui il  pubblico potrà confrontarsi con intellettuali, scrittori, scienziati,  giornalisti, docenti universitari, artisti, imprenditori e politici sulla  <strong>Leggerezza</strong>.</p>
<p><strong>Quali  servizi leggeri per l’economia dei piccoli?</strong>, fissato per le 19 presso la Chiesa  di San Giuseppe, è il primo appuntamento della manifestazione. Interverranno  Paolo Costa  (presidente dell’Autorità Portuale di Venezia), Dario Di Vico (vicedirettore de  Il Corriere della Sera), Giovanni Mantovani (direttore generale di Verona  Fiere), Enrico Marchi (presidente di Save), Andrea Tomat (presidente di  Confindustria Veneto). L’incontro sarà moderato da Marco Alfieri (giornalista de  <em>La Stampa</em>).</p>
<p>Sono state  inoltre presentate le mostre del festival.</p>
<p><strong>Uno  sguardo senza peso</strong>, a Palazzo Piazzoni Parravicini, raccoglie le opere  di dodici artisti invitati a confrontarsi con il tema della leggerezza.</p>
<p><strong>Come  se la vergogna</strong>, ospitato allo Studio Ortolan, mostra invece le  immagini della campagna comunicativa di Comodamente realizzate da Francesco  Nonino.</p>
<p><strong>Filing  Fashion</strong>,  allo Spazio Bottoli, presenta il lavoro fotografico di Francesco de Luca  dedicato all’attività degli studenti di Design della moda all’Università IUAV di  Venezia.</p>
<p><strong>Cemento  Volante</strong>,  esposto presso l’Italcementi, documenta attraverso gli scatti di Taiabati la  trifune del monte Pizzoc che trasportava materiale di cava dalla vetta della  montagna fino al centro di Serravalle.</p>
<p>Quando verrete a  Vittorio Veneto, aprite bene gli  occhi.</p>
<p>Maggiori dettagli e aggiornamenti su www.comodamente.it</p>
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		<title>Venerdì 27 agosto a Venezia il lancio della rivista di architettura San Rocco</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 15:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA E DESIGN]]></category>
		<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce la rivista di architettura San Rocco. Il magazine verrà presentato venerdì 27 agosto alle ore 18.00 presso l’Associazione Culturale Spiazzi (Campo San Martino – Arsenale) con un evento inaugurale durante il quale sarà possibile incontrare tutti i contributors della rivista e alcuni ospiti internazionali. Sabato 28 agosto alle ore 15.00 presso Office Kersten Geers David Van Severen &#038; Bas Princen al  padiglione Giardini della Biennale si terrà un editorial meeting aperto al pubblico.
San Rocco è un’idea di 2A+P/A, baukuh, Stefano Graziani, office KGDVS, pupilla, Salottobuono, Giovanna Silva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2172" title="whiteU" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/08/whiteU-232x300.gif" alt="whiteU" width="232" height="300" />Nasce la rivista di architettura San Rocco. Il magazine verrà presentato venerdì 27 agosto alle ore 18.00 presso l’Associazione Culturale Spiazzi (Campo San Martino – Arsenale) con un evento inaugurale durante il quale sarà possibile incontrare tutti i contributors della rivista e alcuni ospiti internazionali. Sabato 28 agosto alle ore 15.00 presso Office Kersten Geers David Van Severen &amp; Bas Princen al  padiglione Giardini della Biennale si terrà un editorial meeting aperto al pubblico.<br />
San Rocco è un’idea di 2A+P/A, baukuh, Stefano Graziani, office KGDVS, pupilla, Salottobuono, Giovanna Silva.</p>
<p><strong>1.</strong><strong>San Rocco</strong></p>
<p>San Rocco è una rivista di architettura.</p>
<p>San Rocco non risolve problemi. Non è una rivista utile.</p>
<p>San Rocco non è né seria né gradevole.</p>
<p>San Rocco è scritta da architetti. Come tale, non è né particolarmente intelligente, né particolarmente accurata. In San Rocco le figure sono più importanti dei testi.</p>
<p>San Rocco è seria. Corre il rischio di apparire ingenua.</p>
<p>San Rocco non durerà per sempre. Non ci saranno più di 20 San Rocco, per un unico piano quinquennale.</p>
<p>San Rocco è il nome di un posto a Monza. Un posto abbastanza brutto. Nel 1971, Giorgio Grassi ed Aldo Rossi parteciparono ad un concorso di architettura per questo luogo. Il loro progetto non fu costruito; furono costruite delle palazzine qualsiasi.</p>
<p>Un po’ di disegni del progetto per San Rocco sono sopravvissuti in alcune vecchie monografie, assieme ad una foto del modello di concorso in gesso, una foto dall’alto, in bianco e nero. A fianco degli edifici c’è una grande scritta in rilievo che produce ombre drammatiche. C’è scritto: “MONZA SAN  ROCCO scala 1:500”.</p>
<p>San Rocco fu il prodotto della collaborazione di due giovani architetti. Il progetto non contribuì significativamente alla fama successive dei due autori. San Rocco non è né grassiano, né rossiano. Rimane in qualche modo sospeso, stranamente ibrido, aperto ed incerto, molteplice ed enigmatico.</p>
<p>La purezza e il radicalismo del progetto non implicano alcuna intolleranza. San Rocco suggerisce un intero insieme di possibilità; sembra essere l’inizio di un nuovo tipo di architettura, la prima applicazione di una nuova -e gaia- scienza, che non è poi stata sviluppata oltre.</p>
<p>San Rocco propone la possibilità di riutilizzare tradizioni architettoniche che giacciono al di fuori della memoria personale (e questo contrariamente a Rossi) senza tuttavia cancellare i contributi personali (e questo contrariamente a Grassi). In San Rocco comune non significa arido, e personale non significa egomaniaco. San Rocco sembra suggerire la possibilità di un’architettura tanto aperta quanto personale, tanto monumentale quanto fragile, tanto razionale quanto problematica.</p>
<p><strong>2. </strong><strong>Informazioni</strong></p>
<p>San Rocco è una rivista quadrimestrale, monografica, in lingua inglese.</p>
<p>San Rocco è un prodotto collettivo. San Rocco ritiene che l’architettura sia un sapere collettivo, prodotto da una moltitudine. I contributi a San Rocco possono assumere qualsiasi forma: saggi, illustrazioni, progetti, fumetti, racconti, ecc.</p>
<p>San Rocco viene prodotta attraverso la definizione di un “call for papers” definito dalla redazione e dalla successiva raccolta di contributi sui temi individuati dal “call for papers”. Ogni numero di San Rocco contiene il “call for papers” relativo al numero successivo, di cui anticipa i contenuti e tratteggia il tema.</p>
<p>Tutti gli aggiornamenti su www.sanrocco.info</p>
<p>Contatti:<br />
San Rocco<br />
Dorsoduro 1685/A<br />
30123 Venezia IT<a href="mailto:mail@sanrocco.info"><br />
mail@sanrocco.info</a></p>
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		<title>Presentato Provincia Italiana a Palazzo Ferro Fini a Venezia.</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/07/presentata-provincia-italiana-a-palazzo-ferro-fini-a-venezia/2124/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 20:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARCHITETTURA E DESIGN]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE E ATTIVITA' PERFORMATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://innovetionvalley.com/it/?p=2124</guid>
		<description><![CDATA[Un laboratorio permanente per ripensare, in rete, il territorio veneto con workshop, incontri, convegni, ma soprattutto progettualità e azioni nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Vicenza dal 2 settembre al 19 novembre 2010.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2129" title="conferenza-venezia-003-300x200" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/07/conferenza-venezia-003-300x2001.jpg" alt="conferenza-venezia-003-300x200" width="300" height="200" />Presentato oggi nella sala stampa di palazzo Ferro-Fini, a Venezia, &#8220;Provincia Italiana&#8221;, laboratorio permanente per ripensare, in rete, il territorio veneto con workshop, incontri, convegni, ma soprattutto progettualità e azioni nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Vicenza. Il progetto, inserito fra gli eventi collaterali della 12. Mostra Internazionale di Architettura &#8211; la Biennale di Venezia, è stato introdotto da <strong>Cristiano Seganfreddo</strong>, direttore di Fuoribiennale, dal presidente del Consiglio regionale del Veneto <strong>Clodovaldo Ruffato</strong> e dal direttore di C4 <strong>Costantino Toniolo</strong> in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato e sono intervenuti anche tutti i rappresentanti della quindicina di comuni aderenti all&#8217;iniziativa.</p>
<p>Il Veneto diventa un laboratorio di ripensamento territoriale a partire dall’architettura con “Provincia italiana”, evento collaterale della 12. Mostra Internazionale di Architettura &#8211; la Biennale di Venezia, promosso da C4 – Centro Cultura Contemporaneo Caldogno diretto da Costantino Toniolo, ideato e organizzato da Fuoribiennale, piattaforma internazionale di azioni sulla cultura contemporanea, in collaborazione con Centro Studi Usine, curato dal team CulturAli composto da Flavio Albanese, Pier Luigi Sacco, Cristiano Seganfreddo, Catterina Seia e patrocinato dal Consiglio Regionale del Veneto.</p>
<p>Un progetto interamente pensato e costruito fuori dal recinto magico di Venezia che permetterà al pubblico di incontrarsi con e nell’architettura. “Provincia italiana” si sviluppa in due mesi di incontri, workshop, talk, conferenze, convegni e riflessioni diffusi nelle province di Padova, Treviso, Venezia e Vicenza. Dal 2 settembre al 19 novembre 2010 ville palladiane, bunker della Seconda guerra mondiale, centri storici, complessi di archeologia industriale e fabbriche dismesse faranno da scenario ad un palinsesto di azioni e attività che avrà come protagonisti il territorio e la gente. “Provincia italiana” vuole essere un vero e proprio modello operativo per le amministrazioni che avranno la possibilità di incontrarsi e confrontarsi con personalità autorevoli, italiane e internazionali, del mondo della cultura, dell’arte, dell’architettura e dell’economia per cambiare assieme i territori stessi.</p>
<p>Con “Provincia italiana”, il Veneto si mette in rete per condividere un’esperienza di apprendimento al contemporaneo. Partecipano la provincia di Vicenza con i comuni di Vicenza, Bassano del Grappa, Caldogno, Montorso Vicentino, Schio e Valdagno, quella di Treviso con Possagno, quella di Padova con i comuni aderenti all’Unione del Camposanpierese mentre la provincia di Venezia patrocina l’iniziativa. Il Veneto diventa così un “dipartimento sperimentale”. L’obiettivo del progetto è, in primo luogo, la costruzione di una nuova modalità di concertazione in grado di dialogare sui temi della cultura, della creatività e dell’innovazione. In secondo luogo, la definizione delle linee guida di una piattaforma diffusa e permanente di incontro non solo tra la gente e l’architettura, ma anche tra le amministrazioni e la contemporaneità, la realtà sociale e la sperimentazione creativa.</p>
<p>Oltre trenta le azioni in palinsesto i cui temi sono stati pensati con le amministrazioni locali in base alle peculiarità dei luoghi partecipanti al progetto:</p>
<p><strong>Vicenza</strong><br />
Con la riapertura della Basilica Palladiana prevista per il 2011, Vicenza, città dell’architettura, si prepara a tracciare nuove traiettorie contemporanee e a diventare attivatore avanzato del territorio, punto di riferimento culturale, sociale ed economico dei prossimi anni. Su questo tema si terranno quattro conversazioni con gli esponenti di alcune istituzioni di riferimento del contemporaneo in Italia e in Europa fra cui:  Patrizia Brusarosco, direttore, e Milovan Farronato, direttore artistico di Viafarini a Milano; Paolo Naldini, amministratore delegato di Cittadellarte di Biella; Pippo Ciorra, curatore per l’architettura del MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo di Roma; Chus Martinez, capo curatore del MACBA – Museo di arte contemporanea di Barcellona.<br />
Le Gallerie di Palazzo Leone Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo di Vicenza, in collaborazione con Nordesteuropa editore, realizzeranno il seminario “I poli museali del Nord Est: verso la candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019” tenuto Guido Guerzoni, docente Università Bocconi e Roberto Daneo, ideatore del progetto Expo 2015.<br />
Goodwill, società che realizza strategie per lo sviluppo di progetti culturali e di politiche del territorio legate alla cultura contemporanea in collaborazione con il Festival dell’Arte contemporanea di Faenza, organizzerà un Ctalk, un incontro aperto al pubblico, dal titolo “Faenza e il festival dell’arte contemporanea. La città costruisce il distretto culturale evoluto”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Bassano del Grappa</strong><br />
Nasce a Bassano del Grappa l’Urban Center. Il nuovo laboratorio-officina della città ospiterà per la sua apertura quattro incontri aperti al pubblico, realizzati in collaborazione con Associazione SPA, per conoscere alcune best practice nazionali e internazionali di governo della città, con l’intervento di Riccardo Marini, design city leader di Edimburgo, l’Ordine degli architetti di Torino, Turn – la design community di Torino e l’Urban Center di Bologna. A conclusione del percorso un workshop con Flavio Albanese tratterà i temi scottanti della città, guidando un gruppo di giovani architetti presenti in Biennale di Architettura.<br />
Oltre agli incontri all’Urban Center, si terrà a Palazzo Bonauguro un convegno nazionale dal titolo “I teatri della contemporaneità” a cura di Operaestate Festival Veneto al quale parteciperanno gli operatori attivi nella promozione dei linguaggi del contemporaneo.</p>
<p><strong>Caldogno</strong><br />
C4 &#8211; Centro Cultura Contemporaneo Caldogno rappresenta il riferimento sul territorio per l’apprendimento attraverso le arti, in primo luogo manageriale. Ha sede in un’area in cui convivono una Villa Palladiana, con giardino e barchessa, le installazioni di alcuni artisti contemporanei ed un Bunker della II Guerra Mondiale. In occasione della presentazione del libro <em>Mente e Bellezza</em> Ugo Morelli- Direttore Master Cultura e Paesaggio della Trento School of Management- con l’autore  interverranno su creatività, apprendimento e innovazione Catterina Seia con Anna Simioni- Amministratore delegato di Unimanagement-centro di sviluppo della leadership-, Valeria Cantoni &#8211; Presidente di Art for Business; Fausta Bressani, Dirigente regionale Beni Culturali e Silvio Fortuna, Amministratore Delegato Arclinea e Presidente Fondazione Studi Universitari Verona. Anna Pironti-Direttore del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli-museo d’arte contemporanea, incontrerà gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado per  realizzare con gli studenti la tappa vicentina del progetto <em>Italiae, 150 piazze per ri-disegnare il Paese</em>, inserito nel palinsesto di Esperienza Italia 150.</p>
<p><strong>Valdagno</strong><br />
Valdagno come simbolo delle trasformazioni contemporanee, dove il reciproco scambio fra città e industria si dispiega in più forme, fra eccellenze del patrimonio industriale e progetti innovativi di riuso. Da un lato, il rapporto simbiotico fra la città e l’industria laniera dei Marzotto, dall’altro, una nuova visione cittadina, simboleggiata dal percorso di recupero dell’ex-inceneritore. Tre le attività in palinsesto, il talk con Horst Hörtner, direttore di Ars Electronica Futurelab a Linz, un workshop sulla comunicazione territoriale alla base della comunità con Salottobuono, studio di progettazione sperimentale veneziano e con Onlab di Berlino, tra i maggiori studi di comunicazione europei. Ci sarà inoltre la presentazione del libro “Tra Dedalo e Icaro- La nuova domanda di città” di Giandomenico Amendola, ordinario di Sociologia urbana della Facoltà di Architettura – Università di Firenze, a cura di Associazione Guanxinet.</p>
<p><strong>Schio</strong><br />
Un complesso di archeologia industriale unico al mondo che ha deciso di re-inventare il proprio passato industriale, diventando incubatore di innovazione, luogo interazione fra pensieri, risorse ed esperienze di gruppi diversi. L’ex Lanificio Conte, la Fabbrica Alta, la Fabbrica Saccardo sono i luoghi maggiormente rappresentativi di questo percorso che sta portando Schio ad essere il vero “hub” della rete culturale del territorio grazie anche al suo straordinario attivismo industriale. Questi luoghi faranno da scenario a tre incontri sui temi del Place making, dell’Innovation Cluster e del progetto Ruhr 2010  che avranno fra i relatori Bertram Schulze &#8211; amministratore delegato dello Spinnerei di Lipsia, Luca Dal Pozzolo &#8211; vicepresidente Fondazione Fitzcarraldo di Torino, Massimiano Bucchi &#8211; sociologo della scienza dell’Università di Trento, Paolo Verri &#8211; direttore del Comitato Italia 150, Stefano Micelli – economista, Università Cà Foscari e direttore di Venice International University, Pier Luigi Sacco &#8211; economista della cultura e Bernd Fesel del team creative industries di Ruhr 2010.</p>
<p><strong>Montorso vicentino</strong><br />
Grazie a Villa da Porto, edificio storico di cui il Comune ha deciso di mantenere intatte le caratteristiche architettoniche, e grazie al legame con la figura di Luigi da Porto, autore della prima versione inedita della storia di Romeo e Giulietta, Montorso si sta affermando come città delle attività performative e della scrittura. Renzo di Renzo, direttore di Fondazione Claudio Buziol e lo scrittore Marco Franzoso lavoreranno con un gruppo di giovani scrittori sulla scrittura contemporanea durante il workshop “Tutte le storie sono storie d’amore”. Il laboratorio è curato dalla Fondazione Claudio Buziol di Venezia.</p>
<p><strong>Possagno</strong></p>
<p>Nei secoli Possagno cresce legata alla figura di Antonio Canova, il più grande scultore neoclassico della storia, agli importanti presidi scolastici dell’Ordine dei Padri Cavanis ed infine ai luoghi della produzione di laterizi su scala vasta. Oggi si apre una nuova stagione: definire un sistema di visita e accoglienza adeguato al valore dei lasciti canoviani, insediare un’architettura adeguata ai nuovi modelli di istruzione scolastica, rilanciare il valore del proprio impianto urbano nel sistema del paesaggio pedemontano. Fra le attività previste a Possagno un workshop sulle nuove architetture per la formazione e il temporary hosting tenuto da Lo-Fi Architecture, team composto da Luca Emanueli, Mario Lupano e Marco Navarra.</p>
<p><strong>Unione dei Comuni del Camposampierese</strong><br />
L’Unione dei Comuni del Camposampierese rappresenta una straordinaria esperienza politico-amministrativa del Veneto centrale. Undici comuni che si sono consorziati per fornire ai cittadini servizi e capacità amministrativa a livelli di assoluta eccellenza. Un territorio diffuso, ricchissimo di imprese e di risorse artistico-culturali e storico-architettoniche, alla ricerca di una propria identità metropolitana. A Campodarsego, Villanova di Camposampiero, e Trebaseleghe si discuterà di nuovi paesaggi urbani definibili attraverso nuove idee di mobilità, di centralità e di abitare perché la piazza e la strada tornino ad essere il luogo in cui una città si riconosce.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Provincia italiana è promosso da C4 – Centro Cultura Contemporaneo Caldogno, organizzato da Fuoribiennale in collaborazione con Centro Studi Usine, a cura di CulturAli e made in Innov(e)tion Valley. E’ patrocinato dal Consiglio Regionale del Veneto e realizzato in collaborazione con Associazione SPA, Festival Comoda_mente, Fondazione Claudio Buziol, Fondazione CUOA, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari – sede museale di Intesa San Paolo a Vicenza, Goodwill, Associazione Guanxinet, Iuav, Lo-fi Architecture, Metadistretto Veneto dei Beni Culturali, Observa, Operaestate Festival Veneto, Salottobuono, VAGA, Venice International University. Mediapartner di Provincia Italiana sono: Corriere del Veneto, ! – Innov(e)tion valley Magazine e Nordesteuropa Editore.</p>
<p>Il programma dettagliato di Provincia Italiana è consultabile sul sito <a href="http://www.provinciaitaliana.org/">www.provinciaitaliana.org</a></p>
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		<title>Vicenza diventa laboratorio del nuovo artigiano con AAA Cercasi Nuovo Artigiano</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 07:58:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>

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		<description><![CDATA[Un progetto in due fasi di CNA Vicenza che coinvolge designer di livello internazionale e mondo artigiano per indagare il nuovo artigianato. Dal 14 luglio al 10 settembre un workshop creativo con dodici designer italiani e internazionali in collaborazione con nove realtà artigiane e l’11 e 12 settembre il Festival dell’Artigianato a Vicenza e il 25 e 26 settembre a Bassano del Grappa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2104" title="logo aaa" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/07/logo-aaa.jpg" alt="logo aaa" width="300" height="240" />Dalla collaborazione tra artigiani e designer nasce il nuovo artigiano, capace di coniugare ricerca e tecnologia con il saper fare della tradizione. Una nuova figura che sa inserirsi in un contesto contemporaneo, associando caratteristiche del mondo industriale a capacità ed elementi intrinsecamente propri del mondo artigianale e che può essere la via d’uscita dall’impasse economica e sociale italiana. E’ proprio questo il tema al centro di <strong>AAA Cercasi Nuovo Artigiano</strong>, un progetto che coinvolge designer di livello internazionale e il mondo artigiano, voluto da <strong>CNA Vicenza</strong>, ideato e coordinato da Marco Bettiol di <strong>VIU</strong> &#8211; <strong>Venice International University</strong> e Cristiano Seganfreddo di <strong>Fuoribiennale</strong>, con l’obiettivo di segnalare la rilevanza della figura dell’artigiano quale “problem solver” moderno, elemento  imprescindibile del processo che lega la creatività del designer con le richieste del mondo della produzione. AAA Cercasi Nuovo Artigiano si sviluppa in due azioni. In una prima fase con un workshop creativo che si terrà da luglio a settembre e coinvolgerà dodici designer italiani e internazionali fra i più interessanti del panorama internazionale insieme ad alcune realtà artigiane del Nord-Est specializzate in diversi settori e in una seconda che coincide con il <strong>“Festival dell’Artigianato” </strong>di CNA Vicenza che si terrà l’<strong>11 e il 12 settembre</strong> presso <strong>Palazzo Valmarana Braga a Vicenza</strong>, e successivamente a <strong>Bassano del Grappa</strong> il <strong>25 e 26 settembre</strong>.</p>
<p>Per tre settimane, dal 14 luglio al 10 settembre, 8 designer italiani e 4 provenienti dal Royal College of Art di Londra, collaboreranno a stretto contatto con nove realtà artigiane del Nord-Est italiano, individuate da CNA Vicenza e specializzate ognuna in un settore diverso, portando a compimento la progettazione e la realizzazione di tre prototipi ciascuno potenzialmente pronto per essere immesso nel mercato. Gli dodici designer coinvolti sono la massima espressione della giovane creatività emergente sia nazionale che internazionale: <strong>Asprostudio, Luca Bertoncello, Alberto Caiola, Matteo Cibic, </strong><strong>Silke De Vivo</strong>, <strong>Andrea Magnani (Resign), Zaven, Matteo Zorzenoni, Fabien Capello, Lucia Massari, Bethan Laura Wood, Merel Karhof, </strong>- gli ultimi quattro provenienti dal Royal College of Art di Londra. Sono stati selezionati, con la collaborazione della Fondazione Claudio Buziol, per questo progetto sperimentale dalle piu’ autorevoli fondazioni e centri di formazione italiani e provengono dai più importanti centri di formazione europei, come Fabrica, il Politecnico di Milano e il Royal College of Art di Londra. I designer collaboreranno a stretto contatto con nove realtà artigiane del Nord-est italiano che ben rappresentano l’”arte di sapere fare”  e “sapere fare ad arte” e che appartengono a diversi settori: <strong>Eugenio Lovato</strong> per l’incisione su oro e metalli, <strong>Cesare e Vania Sartori</strong> per la ceramica, <strong>Pietro Viero</strong> <strong>(Myver)</strong> per il vetro, <strong>Luca Bonato</strong> <strong>(Fusina)</strong> per il plexiglass, <strong>Ermenegildo Sartori </strong>per il marmo, <strong>Nereo Sella</strong> (<strong>KGN</strong>) nel campo dei sistemi informatici per la pesatura dei rifiuti, <strong>Sergio Paolin</strong> (<strong>Arbos)</strong> per la carta riciclata, <strong>Arduino Zappaterra</strong> (<strong>Ardovari)</strong> per il settore orafo e <strong>Antonio Bonaldi</strong>, anch’egli nel settore della ceramica.</p>
<p>I designer avranno come tutor <strong>Martino Gamper</strong>, nome di spicco del design internazionale, docente al Royal College of Art di Londra e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Claudio Buziol che, in collaborazione con <strong>CibicWorkshop</strong>, il centro di ricerca di Cibic&amp;Partners, li seguirà e li supporterà durante questo viaggio.</p>
<p>AAA Cercasi Nuovo Artigiano culminerà con il “<strong>Festival dell’Artigianato”</strong>, che si terrà l’<strong>11 e il 12 settembre a Vicenza a Palazzo Valmarana Braga</strong>, nel centro storico di Vicenza per poi trasferirsi a <strong>Bassano del Grappa</strong> il <strong>25 e 26 settembre 2010</strong>. Durante le due giornate verranno presentati ed esposti i prototipi realizzati dai designer nelle settimane di workshop e sarà possibile assistere a incontri e tavole rotonde con rappresentanti del mondo del design, dell’artigianato e dell’università che approfondiranno tematiche riguardanti il futuro ruolo dell’artigiano, la sua valorizzazione e la sua evoluzione all’interno del contesto attuale.</p>
<p>AAA Cercasi Nuovo Artigiano è un progetto di CNA Vicenza, ideato e coordinato da Fuoribiennale e VIU &#8211; Venice International University, con il contributo della Camera di Commercio di Vicenza e il patrocinio della Provincia di Vicenza, del Comune di Vicenza e di Vicenza è. Partner di AAA Cercasi Artigiano sono Cibic&amp;Partners, Fondazione Claudio Buziol e lo studio Avvocati Associati Feltrinelli &amp; Brogi – Consulenti in Proprietà Industriale. Mediapartner Fuorisalone.it</p>
<p><a href="http://www.nuovoartigiano.it/">www.nuovoartigiano.it</a></p>
<p>Per info: 0444.327166</p>
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		<title>L&#8217;Hamburg Ballet inaugura la danza di Operaestate festival 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE E ATTIVITA' PERFORMATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>

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		<description><![CDATA[Apertura in grande stile venerdì 9 luglio ore 21.00 al Castello degli Ezzelini di Bassano con l’Hamburg Ballett per la sezione danza di Operaestate Festival Veneto 2010, il festival promosso dalla Città di Bassano del Grappa con la Regione del Veneto e le altre città palcoscenico. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2092" title="imgchiara-opera" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/07/imgchiara-opera.jpg" alt="imgchiara-opera" width="300" height="200" />Venerdì 9 luglio inaugura la danza a Operaestate Festival Veneto. L’edizione del trentennale sfodera una delle sue carte vincenti e mette in campo le étoiles e i solisti dell’Hamburg Ballet diretto da John Neumeier. Tre ottimi motivi per non perdersi un evento davvero unico: la possibilità di vedere in azione i migliori elementi di una delle compagnie più quotate a livello internazionale; pezzi di storia della danza firmati da John Neumeier, tra i massimi coreografi del balletto mondiale nonché direttore da oltre trent’anni della compagnia che rappresenta perfettamente il suo stile; infine la presenza di tre star emergenti della scena coreutica come Silvia Azzoni e i gemelli Jiri e Otto Bubenicek.</p>
<p>John Neumeier si è formato come danzatore classico e moderno negli Stati Uniti e in Europa, dove inizia a danzare presso il Balletto di Stoccarda, diretto da John Cranko, firmando la sua prima coreografia nel 1968 con “Separate Journeys”. L’anno successivo diventa direttore del Balletto di Francoforte dove allestisce personali versioni di “Romeo e Giulietta”, “Schiaccianoci”, “Daphnis et Chloé”, “Le sacre du printemps”, e nel 1974 approda alla direzione dell’Hamburg Ballett. Per l’ensemble tedesco firma moltissimi lavori di cui alcuni anche per altre blasonate compagini come l’Opera di Parigi, il Royal Danish Ballet, il National Ballet of Canada, lo Stuttgart Ballet.</p>
<p>Ritenuto un maestro del balletto drammatico, Neumeier ha saputo innovare la tradizione del dance drama distinguendosi per la <em>sapientia coreografica</em>, che rivela una singolare padronanza del fraseggio classico-moderno, e la propensione a dare allo spettacolo coreutico un’impronta fortemente teatrale. Un’impronta che sarà possibile rintracciare anche in alcune delle sue celebri coreografie presentate a Bassano: “III Sinfonia di Gustav Mahler” (passo a due dall’ultimo movimento What Love Tells Me), “Nocturnes” su musica di Chopin, “La Sirenetta” passo a due su musica di Lera Auerback e “La Dame Aux Camélias” passo a due su musica di Chopin.</p>
<p>Ad eseguire queste ed altre coreografie in una serata densa di emozioni, alcuni straordinari danzatori come Carolina Agüero, Dario Franconi, Yaroslav Ivanenko e Alexandre Ryabko, ma soprattutto Silvia Azzoni, vincitrice del Premio Internazionale Benois de la Danse come migliore interprete femminile e i gemelli Otto e Jiri Bubenicek, quest’ultimo Principal al Dresden Sempre Opera Ballet nonché coreografo promettente, con due sue creazioni in programma anche per il Gran Galà bassanese.</p>
<p>Di Silvia Azzoni hanno scritto: “colpisce la straordinaria musicalità, la sua forza scenica e la sua costante ispirazione che creano emozioni continue. La sua intelligenza, nel calarsi nel linguaggio dei diversi autori, è tale che esalta lo stile interpretato e lo rende assolutamente unico e irripetibile”. Mentre i gemelli Bubenicek, protagonisti anche degli ultimi galà con Roberto Bolle, vengono da questo definiti: “due artisti straordinari sia come interpreti che come coreografi”.</p>
<p>Con queste presenze si arricchisce il palmares del festival che negli anni, e spesso in anticipo sui tempi come con Roberto Bolle e Eleonora Abbagnato, ha visto calcare le scene danzatori straordinari, capaci di aggiungere alla perfezione tecnica il tocco inconfondibile del grande artista.</p>
<p>In caso di maltempo lo spettacolo verrà trasferito alla Teatro Remondini Biglietteria del Festival in via Vendramini a Bassano: tel. 0424.524214 – 0424 217811. Numero Verde: 800 533 633.</p>
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		<title>COLLECTING CONNECTING :: 4 allo IUAV Moda di Treviso</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/06/collecting-connecting-4-allo-iuav-moda-di-treviso/2074/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 14:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Scodro</dc:creator>
				<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>
		<category><![CDATA[MODA]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 2 luglio a Treviso, con l’evento COLLECTING CONNECTING :: 4, il corso di laurea in Design della Moda festeggia la conclusione di un altro anno accademico. Il programma comprende quattro fashion statements: IN THE MAKING e NORD-EST\FAR-EAST, due mostre a cura di Judith Clark; la SFILATA di fine anno; NEWCOMERS, un itinerario fra vetrine e gallerie della città con 14 installazioni dei migliori progetti di laurea dell’ultimo anno accademico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2079" title="img chiaraiuav" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/06/img-chiaraiuav.jpg" alt="img chiaraiuav" width="288" height="300" />Venerdì 2 luglio a Treviso, con l’evento <strong><em>COLLECTING CONNECTING :: 4</em></strong>, il corso di laurea in Design della Moda festeggia la conclusione di un altro anno accademico. Il programma comprende quattro <em>fashion statements</em>: <em>IN THE MAKING</em> e <em>NORD-EST\FAR-EAST</em>, due mostre a cura di Judith Clark; la <em>SFILATA</em> di fine anno; <em>NEWCOMERS</em>, un itinerario fra vetrine e gallerie della città con 14 installazioni dei migliori progetti di laurea dell’ultimo anno accademico.</p>
<p><strong>La mostra <em>IN THE MAKING</em></strong> si sviluppa nelle aule e negli spazi della sede del corso di laurea e presenta gli esercizi degli studenti dei diversi anni condotti nei laboratori di progettazione abiti e accessori diretti dai docenti Maria Bonifacic, Leonora Jakovljevic, Anthony Knight, Cesare Fabbri, Patrizia Fiorenza, Samanta Fiorenza.<strong> </strong></p>
<p><strong>La mostra <em>NORD-EST\FAR-EAST</em></strong><em> </em>si svolge nella prestigiosa sede della Sala Borsa della Camera di Commercio di Treviso e presenta gli abiti realizzati dagli studenti con i tessuti provenienti dal distretto tessile di Ichinomiya (Giappone). La mostra testimonia la lunga e salda collaborazione che il corso di laurea intrattiene con la nota capitale del tessile giapponese, che ogni anno invita gli studenti che si sono maggiormente distinti per un viaggio di studio.</p>
<p><strong>La <em>sfilata</em></strong> ha luogo nel Teatro Comunale di Treviso e mette in scena le collezioni di abiti e accessori creati dai migliori studenti dei laboratori che chiudono il percorso didattico, guidati dai docenti Angelo Figus e Els Proost.</p>
<p><strong>L’itinerario <em>NEWCOMERS</em></strong> presenta i 14 migliori progetti di laurea dell’ultimo anno accademico con 14 installazioni che i neolaureati realizzano in vetrine e gallerie di Treviso. Il percorso diventa un modo per rileggere e scoprire la città attraverso le azioni culturali e progettuali del corso di laurea. Gli spazi di Treviso che ospiteranno i laureati sono tredici luoghi significativi per la promozione e la ricerca nel design: Al Duca d’Aosta, Antica Merceria ai Due Pomi, Après Paris, Bar Pasticceria Città Giardino, Clinica Urbana, Fabris Tessuti, Le Noir Boutique, Maison 203, Replay, Spazio Bevacqua Panigai, Spazio Lazzari, Spazio Paraggi, Spazio XYZ.</p>
<p><strong><em>COLLECTING CONNECTING :: 4</em></strong><strong> </strong>rappresenta l&#8217;occasione per apprezzare la qualità e la complessità del progetto didattico del triennio che la Facoltà di design e arti dell’Università Iuav di Venezia dedica alla moda: un corso di laurea unico nel panorama universitario italiano. Unico non solo perché punta esplicitamente all’eccellenza formando designer in grado di affrontare le sfide che il sistema della moda globale impone, ma soprattutto perché cerca di tracciare una strada originale per la definizione di una scuola italiana di moda: dove comprendere le qualità e le specialità di una situazione italiana da mettere in relazione attiva con il fashion system globale, dove coltivare un progetto formativo in grado di competere con l’eccellenza delle grandi scuole di moda del mondo. Gli studenti del <strong>corso di laurea in Design della moda</strong> diretto da Maria Luisa Frisa affrontano un percorso di studi universitario che forma fashion designer in grado di ideare, progettare e realizzare una collezione, utilizzare criticamente strumenti e linguaggi diversi e riflettere sulla moda come sistema culturale. Gli studenti sono stimolati a mettere in relazione la dimensione del fare con quella riflessiva, sia in una prospettiva di lavoro individuale che di gruppo, sia in un’ottica di produzione artigianale che industriale. Il corso si avvale di un corpo docente internazionale composto da professori e professionisti, mentre il programma didattico è caratterizzato dalla compresenza di laboratori di design e ricerca sperimentali e di corsi teorico-critici. Nell’arco di tre anni, gli studenti apprendono tecniche e conoscenze fondamentali che consentono di gestire il progetto dell’abito, degli accessori e della loro comunicazione. I laboratori di progettazione sono il cuore del corso di laurea, e in queste sedi gli studenti apprendono le procedure del design applicato a temi e problemi didatticamente efficaci, fino alla esecuzione degli oggetti e della loro rappresentazione.</p>
<p><strong>MOSTRE <em>IN THE MAKING</em> e <em>NORD-EST\FAR-EAST</em></strong><strong><br />
a cura di Judith Clark<br />
assistenti al curatore: Francesco Casarotto e Luca Fraccarollo</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>SFILATA</em></strong><strong><br />
a cura dei docenti Angelo Figus e Els Proost</strong><strong><br />
regia Maria Laura De Franceschi<br />
collaborazione alla scenografia Alberto Nonnato</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>ITINERARIO <em>NEWCOMERS</em><br />
a cura di Mario Lupano<br />
con Clinica Urbana</strong></p>
<p>uno speciale ringraziamento a<br />
Camera di Commercio di Treviso, Unindustria Treviso, Unicredit Banca</p>
<p>grazie a Fondazione Cassamarca, Fondazione Claudio Buziol, Fondazione Gianfranco Ferré, Sezione Moda Confindustria Vicenza, Sinv Holding, Hox Italia, Archivio Bonotto, Pitti Immagine, Pier Spa, Ichinomiya Fashion Design Center (Giappone), ArtHairStudios, BeNice Model’s Agency, Pallucco Srl, Bisol, Grafiche Antiga e Innov(e)tion Valley.</p>
<p><strong>Per informazioni</strong><br />
Corso di laurea in Design della Moda, via Achille Papa, 1 _ 31100 Treviso</p>
<p>t +39  0422  54 11 25   f +39 0422 541374<a href="mailto:designmoda@iuav.it"><br />
designmoda@iuav.it</a><br />
zotti@iuav.it<br />
http://www.iuav.it/fda</p>
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		<title>Il campeggio Fusina di Carlo Scarpa attraverso le fotografie 1960-2010</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulia.zerbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ARTE E ATTIVITA' PERFORMATIVE]]></category>
		<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 18 giugno alle ore 17.00 inaugura al Centro Carlo Scarpa di Treviso la mostra "Il campeggio Fusina di Carlo Scarpa attraverso le fotografie 1960-2010", un'esposizione che sarà visitabile fino al 28 agosto 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2046" title="imgcarloscarpa" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/06/imgcarloscarpa.jpg" alt="imgcarloscarpa" width="319" height="395" />Venerdì 18 giugno 2010, ore 17.00<br />
Centro Carlo Scarpa, Archivio di Stato di Treviso<br />
Via Pietro di Dante, 11 Treviso</p>
<p>Venerdì 18 giugno alle ore 17.00 si inaugura al Centro Carlo Scarpa di Treviso la mostra Il campeggio Fusina di Carlo Scarpa attraverso le fotografie 1960-2010, Ferruccio Leiss e lo Studio ORCH Orsenigo_Chemollo.<br />
L&#8217;esposizione sarà visitabile fino al 28 agosto 2010, dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle 10.00 alle 18.00, il sabato dalle 9.00 alle 13.00 (domenica chiuso).</p>
<p>La mostra, curata da Elisabetta Michelato (Responsabile della Fototeca del CISA Andrea Palladio, Vicenza), è promossa dalla Regione del Veneto, dal Ministero per i beni e le attività culturali e dal Comitato Paritetico per la conoscenza e la promozione del patrimonio legato a Carlo Scarpa; è prodotta dalla Fototeca Carlo Scarpa del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza in collaborazione con l&#8217;Archivio di Stato di Treviso e con gli eredi della famiglia Falcon.</p>
<p>La rassegna fotografica è un&#8217;occasione per celebrare i cinquant&#8217;anni di vita e di attività del camping Fusina, opera autografa ma tuttora poco conosciuta di Carlo Scarpa.<br />
Realizzato alla foce del naviglio del Brenta fra il 1957 e il &#8216;59, il campeggio è stato eccezionalmente ritratto da Ferruccio Leiss in fase di cantiere. Fotografo prediletto da Scarpa, che lo avrebbe voluto a documentare tutte le sue architetture, Leiss ha immortalato il lavoro delle maestranze e momenti di convivialità fra le persone che iniziavano a frequentare il campeggio. Le sue fotografie, conservate dagli eredi del committente, avv. Giorgio Falcon, e in gran parte inedite, restituiscono la genesi e l&#8217;aspetto originario del complesso turistico: in mostra saranno esposte 16 stampe fotografiche autografe, in formato 17,5&#215;23,5 cm. A questo sguardo sul passato si è voluto affiancare l&#8217;occhio di due fra le più autorevoli fotografi di architettura d&#8217;oggi, Alessandra Chemollo e Fulvio Orsenigo, che nella loro carriera hanno ampiamente documentato l&#8217;opera di Scarpa e che per l&#8217;occasione hanno realizzato una campagna fotografica ex-novo. Tutto il materiale fotografico individuato e realizzato ex-novo andrà ad incrementare l&#8217;archivio della Fototeca Carlo Scarpa, la più grande raccolta fotografica dedicata ad un unico architetto, interamente consultabile on-line dal sito HYPERLINK &#8220;<a href="http://fototeca.cisapalladio.org/&quot;http://fototeca.cisapalladio.org">http://fototeca.cisapalladio.org/&#8221;http://fototeca.cisapalladio.org</a></p>
<p>L&#8217;esposizione offre l&#8217;occasione di mettere a confronto non solo diversi fotografi e le loro personali interpretazioni dell&#8217;architettura scarpiana, ma anche due istanti lontani nel tempo dello stesso luogo, degli stessi spazi naturali e costruiti, trasformati da successive esigenze funzionali e dallo spontaneo trascorrere degli anni.</p>
<p>Il percorso espositivo avrà inizio nel chiostro dell&#8217;ex convento di Santa Margherita, dal 2006 sede del Centro Carlo Scarpa, dove saranno riprodotti in grandi dimensioni alcuni degli scatti fotografici selezionati per la mostra. Nelle teche della sala espositiva saranno esposte le stampe vintage di Leiss e le nuove fotografie di Chemollo e Orsenigo, per un totale di 32 scatti suddivisi per aree tematiche: la bussola d&#8217;ingresso, il blocco servizi, il bar ristorante e scene di vita dei villeggianti. Saranno inoltre mostrati in originale tre disegni di progetto dell&#8217;architetto, appartenenti al Centro archivi MAXXI architettura e oggi conservati al Centro Carlo Scarpa presso l&#8217;Archivio di Stato di Treviso. Altri disegni autografi, fotografie d&#8217;epoca e scatti contemporanei saranno presentati a video.<br />
INFORMAZIONI:<br />
Centro Carlo Scarpa<br />
Archivio di Stato di Treviso<br />
via Pietro di Dante 11<br />
tel. 0422 545805 / 540902</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/06/il-campeggio-fusina-di-carlo-scarpa-attraverso-le-fotografie-1960-2010/2045/" /></p>]]></content:encoded>
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		<title>Per un&#8217;Italia degli innovatori</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/06/per-unitalia-degli-innovatori/1992/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 15:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulia.zerbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[COVER STORIES]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALI: L'INNOVeTION VALLEY]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonio Cianci - Consigliere per l’innovazione del Ministro Renato Brunetta
estratto da &#8220;!&#8221; Innov(e)tion Valley Magazine 3
Nel nostro Paese, spesso, l’innovazione non riesce a svilupparsi a causa di un sistema burocratico non adatto a recepirla. A ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1993" title="shanghai cianci" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/06/shanghai-cianci-300x240.jpg" alt="shanghai cianci" width="300" height="240" />di Antonio Cianci - Consigliere per l’innovazione del Ministro Renato Brunetta<br />
estratto da &#8220;!&#8221; Innov(e)tion Valley Magazine 3</p>
<p>Nel nostro Paese, spesso, l’innovazione non riesce a svilupparsi a causa di un sistema burocratico non adatto a recepirla. A questo si aggiunge un italico vizio, per cui siamo sempre pronti a denigrare quanto facciamo in Italia, lodando, in alcuni casi a torto, gli altri Paesi. È un vizio antico. Scriveva, infatti, nel 1881 l’ing. Giuseppe Colombo (l’autore dello storico Manuale dell’Ingegnere): “Noi italiani abbiamo un terribile difetto. Noi siam usi a disprezzare le cose nostre; e abbiamo, invece, un’illimitata opinione della superiorità degli stranieri”. E, purtroppo, vale ancora oggi. L’innovazione è un processo cruciale per un Paese, soprattutto in un momento di crisi internazionale come quello che stiamo vivendo. Ma che cos’è l’innovazione e, soprattutto, cosa può fare il Governo per sostenerla e favorirne lo sviluppo? Leggiamo su Wikipedia: &#8220;L’innovazione è l’implementazione di un prodotto nuovo o significativamente migliorato (sia esso un bene o un servizio), o di un processo, un nuovo metodo di marketing o un nuovo metodo organizzativo in ambito di business, luogo di lavoro o relazioni esterne”. Se ci basiamo su questa definizione, scopriamo che l’innovazione in Italia non è ferma. È solo invisibile, non percepita. A nasconderla è, in alcuni casi, il nostro sistema produttivo, concentrato sulla concretezza della produzione e della competitività e poco interessato a divulgare le sue competenze. Ma, spesso e colpevolmente, a non renderla visibile è stata la politica (con la p minuscola), che non sempre ha sviluppato strategie coerenti e integrate tra i diversi attori per permettere la crescita di una vera cultura dell’innovazione, di un ambiente favorevole alla sua affermazione. Da qualche tempo, però, non è più così. È nata nel Paese una maggiore consapevolezza dell’importanza dell’innovazione, che non può più solo basarsi sulla forza dei singoli imprenditori che innovano costantemente o su attività di ricerca e innovazione troppo spesso scollegate dalla realtà produttiva. Appare sempre più chiaro che l’innovazione non si manifesta in oscuri e remoti laboratori, ma che, sempre come dice Wikipedia, “con attività di innovazione si intendono tutti i passaggi scientifici, tecnologici, organizzativi, finanziari e commerciali volti alla sua implementazione”. È evidente quindi come sia necessario un progetto organico, che riporti il nostro Paese a eccellere, come ha sempre fatto fino ad ora. Per questo motivo il ministro Brunetta ha varato i2012, il programma per lo sviluppo dell’innovazione nel Paese, con cui si vuole aiutare il Paese a liberare le sue risorse migliori. Da una parte si vuole invece fare emergere il ruolo della pubblica amministrazione, non solo e non tanto come finanziatore di programmi di ricerca, ma come sostenitore dei processi innovativi, dall’altro si vuole dare contezza della alta qualità dell’innovazione che si produce in Italia. Il programma i2012 si articola in tre assi: eGov2012, che sviluppa il Piano nazionale di e-government, iEconomy, il cui obiettivo è favorire l’innovazione eliminando gli ostacoli burocratici alla competitività, e iSociety, che vuole diminuire il digital divide sociale. Sia iEconomy che iSociety, vedono come protagonista l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie dell’innovazione, agenzia della presidenza del Consiglio dei Ministri, presieduta dal Prof. Renato Ugo e della quale il ministro Brunetta è il ministro competente. È una sfida, oltre che temporale (il 2012 è alle porte), anche finanziaria. Infatti è possibile fare tutto questo senza risorse aggiuntive. Le risorse finanziarie e gli asset che la Pubblica Amministrazione già utilizza per il miglioramento della sua efficienza e per l’erogazione dei suoi servizi fondamentali possono essere utilizzate infatti, senza costi aggiuntivi, per stimolare e sostenere l’innovazione tra le imprese italiane. Vi è, inoltre, un ampio insieme di azioni di semplificazione legislativa, normativa e amministrativa che, anche qui senza costi aggiuntivi, possono liberare un’enorme quantità di energia innovativa nel Paese. In questa ottica un’azione di coordinamento centrale forte tra le politiche in capo ai diversi Ministeri competenti può contribuire in modo rilevante, a rendere più efficace l’impatto delle politiche per l’innovazione che già oggi costituiscono il portafoglio dell’azione di Governo.</p>
<p>Lo sviluppo del programma procede attraverso progetti e relative azioni a breve, da rendere immediatamente operative attraverso interventi di natura normativa e di razionalizzazione e valorizzazione dell’esistente, cui si aggiungono azioni di respiro più ampio da sviluppare in modo collegiale tra i diversi ministeri e le regioni per coordinare e rendere coerente la governance a sostegno dell’innovazione. Ad esempio, per quanto riguarda la semplificazione normativa è stata avviata una fase di ascolto delle imprese, sia singolarmente, sia attraverso le associazioni imprenditoriali e dei cittadini al fine di evidenziare i colli di bottiglia normativi e per costruire la successiva fase di sintesi in cui si sottopongono al ministro proposte di semplificazione normativa del processo di sviluppo dell’innovazione verso l’applicazione e il mercato. Un altro tema sul quale i2012 vuole intervenire è rendere più semplice dal punto di vista normativo il trasferimento temporaneo e definitivo dei ricercatori pubblici presso le imprese e la Pa. Si tratta di favorire il cosiddetto “technology transfer by head”, sostenendo la mobilità orizzontale dei ricercatori e dei dottorandi attraverso l’istituzione del “sabbatico industriale” e più in generale intervenendo sui vincoli giuslavoristici ed amministrativi che ostacolano la mobilità orizzontale. A questo si aggiunge il progetto “L’Italia degli Innovatori”. L’Italia è il paese dei tesori nascosti. Spesso ignorati dai media, troppe volte ignorati, colpevolmente, dalla politica, in Italia è presente un grande numero di “tesori”, di eccellenze ad alto contenuto di innovazione che, però, in molti casi, non trovano il terreno fertile per crescere e svilupparsi. Proprio per superare questa condizione, è stato avviato il progetto “L’Italia degli Innovatori” che ha come obiettivo proprio quello di dare visibilità all’Italia innovativa, che spesso rimane nascosta tra gli stereotipi, promuovendo le eccellenze tecnologiche nel nostro Paese. L’occasione è l’Esposizione Universale di Shanghai, che si terrà dal 1 maggio al 30 ottobre di quest’anno. Il progetto è partito con un invito rivolto a imprese, università, istituti di ricerca, parchi scientifici e tecnologici a segnalare proprie innovazioni di prodotti e servizi già realizzati o in fase di attuazione. Ne sono state raccolte oltre 450. Tra queste sono state selezionate quelle più significative che verranno rappresentate a Shanghai in una mostra che racconterà il percorso dell’innovazione italiano.</p>
<p>A tale scopo è stato assegnato al progetto uno spazio espositivo all’interno del Padiglione Italia dal 25 luglio al 10 agosto 2010. Il progetto prevede la realizzazione di un piano di comunicazione per il pubblico cinese, destinato a Enti e istituzioni cinesi e al grande pubblico che ha lo scopo di “fare cambiare idea” sulla percezione dell’Italia, che deve diventare nell’immaginario collettivo il Paese dell’Innovazione, un’Italia che sa ancora innovare e creare nuovi prodotti, nuove tecnologie, nuovi modelli per vivere meglio. L’obiettivo di questa iniziativa è triplice: da una parte dare visibilità internazionale all’eccellenza tecnologica del Paese, spesso nascosta e poco visibile a livello istituzionale, dall’altra creare un evento, che si aggiunge agli altri che il Ministero ha programmato, dall’altra per dare continuità all’attività di scouting di imprese innovative al fine di mettere in luce il ruolo della creatività innovativa degli italiani sia oggi sia nel passato. L’idea forte di i2012 è che, con progetti mirati, che vanno a toccare argomenti specifici, si può rimettere in moto un processo virtuoso in cui la pubblica amministrazione, da nemica, possa diventare amica, dei cittadini come delle imprese. Si tratta di un progetto complesso e impegnativo, sul quale il Ministero e l’Agenzia sono molto impegnati, che vuole essere uno strumento molto forte per il sostengo dell’innovazione da parte della pubblica amministrazione. L’Italia è il paese dei tesori nascosti, dicevamo. È il momento di trovare le “X” sulle mappe e di cominciare a lavorare per portarli alla luce.</p>
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		<title>Mani all&#8217;arte</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 09:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulia.zerbo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[EDITORIALI: L'INNOVeTION VALLEY]]></category>

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		<description><![CDATA[Un viaggio tra artisti e artigiani, opere e imprese.
Di Marco Enrico Giacomelli, studioso di estetica e vicedirettore di Exibart.

Estratto da "!" Innov(e)tion Valley Magazine - issue 3]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1843" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1843" title="prova neonlauro" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/04/prova-neonlauro-300x225.jpg" alt="Ph: neon di NeonLauro" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Ph: neon di NeonLauro</p></div>
<p>di Marco Enrico Giacomelli, studioso di estetica e vicedirettore di Exibart.</p>
<p>Si potrebbe e si dovrebbe scrivere una storia industriale dell’arte. Mettendo a confronto l’evoluzione dell’arte e dell’industria, le loro vicende, le storie che hanno avvicinato e allontanato l’una dall’altra, in un movimento pendolare di avanzate e rincorse, arretramenti e frenate, di passi fianco a fianco e di richiami a distanza. Una seconda storia, raccontata innumerevoli volte, narra dell’intreccio altrettanto complesso e avvincente fra arte e artigianato. Della loro originaria indistinzione, della loro dolorosa e talora gloriosa separazione, e poi &#8211; anche in questo caso &#8211; delle alterne vicende che hanno visto incessanti movimenti di accostamento e respingimento. Si potrebbe fare di più, e raccontare insieme le due storie. A partire da quel nodo gordiano che univa &#8211; e che oggi, spesso, torna a unire &#8211; queste tre componenti, questi concetti, questi modi-di-fare: industria, arte, artigianato. Qui e là se ne parla e se n’è parlato, ma troppo spesso scegliendo come punto di partenza, come prospettiva, l’arte, o ancor più il design, dov’è storicamente più semplice imbastire questi discorsi. Un approccio oltremodo interessante è quello che, in qualche sorta, propone questo numero di Innov(e)tion Valley Magazine, sin dall’editoriale di Cristiano Seganfreddo. Ossia: adottiamo il punto di vista dell’industria artigianale. Industria artigianale: un ossimoro, un paradosso, un nonsense per chi ancora pensa l’economia in meri termini (post)fordisti. Una realtà, invece, per chi percorre certe strade del Nordest. Dove si accalcano, dove precipitano &#8211; chimicamente parlando &#8211; i tre concetti e i tre approcci di cui sopra. Dove l’innovazione va a braccetto con la manualità, dove i laptop sono macchiati di vernice, dove l’arte diventa realtà tridimensionale, maneggevole e unica, pur sfruttando processi produttivi industriali. “Corretti”, se così si può dire, da un sapere artigiano che suona tutto fuorché conservativo e conservatore.</p>
<p><strong>1) Technogel<br />
</strong>Veniamo agli esempi, alle eccellenze radicate sul territorio, ma che guardano al pianeta. Mentre il pianeta, in molti casi, guarda a esse. Come si fa a raggiungere e mantenere obiettivi del genere? La parola d’ordine, sostiene Massimo Losio, presidente di Technogel (azienda produttrice del gel omonimo e leader mondiale nel settore), è “fare impresa”. Un’impresa dove al centro sta l’umano, “punto fermo” senza se e senza ma. Dove l’imprenditore è accostato all’artista per una ragione semplice e basilare: “Entrambi pensano al futuro”. È dunque naturale che l’artista &#8211; e il designer, e l’architetto &#8211; entri in dialogo con un’impresa così strutturata, “infondendo libertà di pensiero in azienda”, prosegue Losio. Se dunque in principio s’è trattato di “semplici” commissioni, provenienti da personaggi del calibro di Philippe Starck, Rem Koolhaas e Steven Holl, la svolta è avvenuta dopo che Mariko Mori si è rivolta alla Technogel. Matura così l’interesse per l’arte contemporanea, stimolo per ridefinire ancor più l’immagine di un’azienda che “pensa”, sottolinea Losio, e che “esprime la volontà di lavorare con gli artisti”. Per dirla in altri termini, si tratta di un processo che non è “calato dall’alto”, come si suol dire; che non procede da un vero o presunto spirito filan- tropico o dalla figura dell’imprenditore-collezionista. Prova ne sia il fatto che le opere della “collezione” restano in azienda, in quell’azienda ove sono state prodotte. A partire da questo punto, le possibilità aperte sono innumerevoli. Una delle strade battute è, per esempio, la collaborazione con la Fondazione March di Silvia Ferri, che seleziona un artista all’anno, il quale lavora su un tema insieme a Technogel. Un’altra, simbolo e sintomo di una vicinanza all’arte che è insieme aziendale ed emozionale, per così dire, è la realizzazione di sculture con Akira Arita, artista giapponese che vive ad Asolo, col quale Massimo Losio ha intessuto un rapporto di stretta amicizia. Ed è proprio quest’ultimo esempio che, forse, meglio sintetizza il motto dello stesso Losio e della Technogel: “Globalizzare i valori”. A dire che il localismo in sé e per sé non è affatto interessante, né più né meno dell’uniformazione dei Mc Donald’s sparsi a pioggia in tutto il globo. Che questa crisi possa avere pure risvolti positivi, reiniettando nel mondo dell’impresa &#8211; e non solo &#8211; un’etica necessaria per raggiungere risultati come quelli di Technogel? La quale, sia detto per inciso, esporta il 98% dei suoi prodotti. Che fare, allora, per rimettere in gioco il nostro Paese? Losio, tra il serio e il faceto, immagina una “quarantena” d’un paio d’anni per la nostra classe dirigente. Da trascorrere rigorosamente all’estero, “con umiltà”.</p>
<p><strong>2) NeonLauro<br />
</strong>Secondo esempio: l’azienda NeonLauro, fondata nel 1956 da Lauro Piaia. Una realtà autenticamente artigiana, a conduzione familiare, che da oltre mezzo secolo realizza insegne. Dal 2008 la NeonLauro è passata in mano a Raimondo Piaia: “Dopo aver lavorato per anni in ambito sociale, sono approdato in azienda nel 1998, e da allora ho cercato di svilupparne le capacità produttive e di espanderne il raggio d’azione, attraverso un consorzio che riunisce nove aziende simili, sparse un po’ in tutt’Italia, in modo da poter avere accesso a gare d’appalto su scala nazionale”, racconta. E in campo artistico? “Nel campo dell’arte, la tecnologia del neon viene portata a livelli mai esperiti nell’ambito della pubblicità, per complessità delle forme e per l’impatto visivo che l’opera acquista, una volta installata”. Un legame, quello con l’artworld, che risale al 1997, anno della 47. Biennale, quando la Fondazione Querini Stampalia chiamò NeonLauro per produrre e installare “La materia dell’ornamento” di Joseph Kosuth. “Da allora la collaborazione si è intensificata”, ricorda Piaia, “fino a raggiungere il culmine nel 2007, quando &#8211; in occasione della 52. Biennale d’Arte – abbiamo prodotto e installato “The Language of Equilibrium” di Kosuth sull’Isola di San Lazzaro degli Armeni. Quest’impresa è stata un vero e proprio banco di prova per l’azienda, per la quantità di neon prodotto e per la complessità dell’installazione nei pochi giorni a disposizione. Questi numeri ne fanno una delle più grandi installazioni di neon mai realizzate in Europa”. Non solo neon e non solo Kosuth, però. Perché NeonLauro utilizza anche metallo inciso o verniciato, vetro e pellicola vinilica. E ha collaborato con altri artisti, Pierpaolo Calzolari ad esempio, e la Fondazione Merz, oltre ad artisti locali, principalmente giovani. “Mi piace l’idea di trasformare parte dell’azienda in un laboratorio-fucina d’idee, per dare visibilità a talenti in nuce. È un progetto che ho nel cassetto da un po’, e che spero presto vedrà la luce”. Ma i veri punti di contatto con una realtà come Technogel emergono quando si va al cuore del lavoro a contatto con l’arte: “Tutte queste imprese (perché come tali vengono vissute, da me e dai miei collaboratori, dal progetto alla realizzazione all’installazione) richiedono abilità e sensibilità. Ci vuole passione. E la passione viene ripagata solo con la soddisfazione di aver contribuito a realizzare una bella impresa. Nel fatturato di fine anno questa è una voce certo importante, ma le cifre da sole non giustificano i rischi che si corrono e le soddisfazioni che se ne traggono”, sottolinea Piaia.</p>
<p><strong>3) Villari<br />
</strong>Terzo esempio, e il luogo di nascita è ancora un laboratorio artigianale. Siamo alla fine degli anni ’60 e i fondatori sono Cesare Villari e la moglie Silvia. Una storia che rapidamente evolve, poiché le Ceramiche Villari “rappresentano oggi una delle aziende leader nel settore della porcellana artistica in Italia e nel mondo”. In questo caso, dunque, l’azienda stessa nasce su una base artistica, con la diretta ispirazione della porcellana Capodimonte, “ma anche da un certo gusto barocco”, dichiara Alessandra Villari, “e nell’ultimo periodo l’azienda sta affrontando il tema dello stile Impero, con risultati veramente interessanti”. Va da sé, dunque, la collaborazione con gli artisti che ricercano artigiani italiani in grado di dar vita alle loro idee. E tuttavia, sottolinea Alessandra, “all’inizio della nostra attività gli incontri erano molto più casuali. Per esempio, nel 1988 Jeff Koons era alla ricerca di un’azienda leader nella produzione della porcellana in Italia e trovò la nostra azienda a Milano alla Macef”. È così che nasce la realizzazione di Michael Jackson and Bubble: un lavoro durato oltre quattro anni. Sempre per Koons, in seguito è venuto Saint John the Baptist. “Queste opere colossali sono realizzate interamente a mano. Una rappresenta San Giovanni Battista, una libera interpretazione del San Giovannino di Leonardo da Vinci, mentre l’altra è la ben nota statua in dimensione naturale Michael Jackson and Bubble, che ritrae Micheal Jackson con il suo piccolo scimpanzè in braccio, dipinto interamente in oro zecchino”.</p>
<p><strong>4) Zanchetta<br />
</strong>Quarto e ultimo esempio, anche se si potrebbe agevolmente proseguire. È la “bottega” Zanchetta marmi, nata nel 1862 ai piedi del Grappa. Qualche nome di artisti che si sono avvalsi della perizia di questi scalpellini? Natalino Andolfatto, Alfonso Fortuna, Ben Patterson, Amedeo Fiorese. Senza dimenticare, va da sé, “Touch me Piece III” di Yoko Ono, opera esposta alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia durante la Biennale. E, sia detto per i più smemorati, si tratta di quella stessa Yoko Ono che, insieme a John Baldessari, l’anno scorso si è aggiudicata il Leone d’Oro alla carriera. Quattro esempi che testimoniano ancora una volta della ricchezza di uno spicchio del territorio italiano. Che ha saputo miscelare con accuratezza imprenditoria e arte. L’una al servizio dell’altra e viceversa, senza mai scordarsi dei rispettivi, legittimi obiettivi.</p>
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