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	<title>Welcome to INNOVeTION VALLEY &#187; POSTA DEL SOCIOLOGO</title>
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		<title>Il backstage delle nostre vite.</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Nov 2010 22:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>
		<category><![CDATA[backstage]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[massimiliano bucchi]]></category>

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		<description><![CDATA[il sociologo canadese Erving Goffman sosteneva che ad ogni performance in cui siamo impegnati in quel teatro che è la vita corrisponde un backstage]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-2363" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/11/il-backstage-delle-nostre-vite/2362/facebook1/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2363" title="facebook1" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/11/facebook1-300x225.jpg" alt="facebook1" width="300" height="225" /></a>Caro Sociologo<br />
Ho iniziato da qualche settimana a lavorare da praticante in un importante studio legale. Mi trovo bene ma da quando sono qui mi è venuta la preoccupazione di ritrovarmi una foto o un commento su Facebook – o peggio ancora un video su Youtube- che mi possa mettere in difficoltà con i colleghi. Sicché non aggiorno quasi più le mie pagine, non mando foto o commenti in giro, e sto sempre con la paura che mi fotografino o mi riprendano con il cellulare. Così però vivo in continua tensione! Ti prego, dammi un consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Faccialibro ‘85   <span id="more-2362"></span></em>Cara Faccialibro,  il sociologo canadese Erving Goffman sosteneva che ad ogni performance in cui siamo impegnati in quel teatro che è la vita corrisponde un backstage. Così, ad esempio, i camerieri di un ristorante possono lasciarsi andare, in cucina, a commenti spicci o atteggiamenti più rilassati. Nell’epoca dei media digitali, tuttavia, è sempre più difficile mettere confini precisi e distinzioni tra i diversi ambiti e ruoli che ognuno di noi ricopre. E una foto o un commento, anche non particolarmente maliziosi, su Facebook, possono stridere con un contesto professionale formale come quello di uno studio legale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mio consiglio generale è che tu ti abitui a convivere con questa caratteristica della comunicazione contemporanea. Cerca di evitare situazioni troppo imbarazzanti, ma prova anche a gestire spazi comunicativi che ti sembrano distanti anni luce con occhi moderni e un pizzico di ironia. Ad esempio, perché non portare anche su Facebook o su Youtube i tuoi interessi professionali?<br />
Più insisti a voler tenerli rigidamente separati, più rischi che il cortocircuito sia brusco e traumatico appena un commento o una foto  scapperà (e prima o poi scapperà) al tuo controllo ossessivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		<title>Esiste la partenza intelligente?</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/08/esiste-la-partenza-intelligente/2152/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 09:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>

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		<description><![CDATA[Come nella famosa canzone di Paolo Conte, aspetto l'estate tutto l'anno e poi mi ritrovo immancabilmente su una spiaggia affollata e in coda in autostrada.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-2156" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/08/esiste-la-partenza-intelligente/2152/immagine-1-13/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2156" title="Immagine 1" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/08/Immagine-1-300x225.jpg" alt="Immagine 1" width="300" height="225" /></a>Caro Sociologo</em><br />
Come nella famosa canzone di Paolo Conte, aspetto l&#8217;estate tutto l&#8217;anno e poi mi ritrovo immancabilmente su una spiaggia affollata e in coda in autostrada.<br />
Per fare vacanze cosi&#8217;, allora tanto vale restare in ufficio.<br />
Puoi suggerirmi una soluzione? Esiste davvero la partenza intelligente?</p>
<p style="text-align: justify;">Vicino di ombrellone &#8216;76<span id="more-2152"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Caro vicino di ombrellone,<br />
le vacanze fanno parte dei beni cosiddetti &#8216;posizionali&#8217;. Infatti a differenza di beni come il cibo, che soddisfano bisogni fondamentali, il valore di questi beni diminuisce quanti piu&#8217; individui possono beneficiarne. Cosi&#8217;, una spiaggia tranquilla o una strada scorrevole perdono il proprio valore quando divengono troppo affollate o trafficate. Allo stesso modo, la partenza intelligente del singolo per le vacanze diventa un incubo se tanti optano per la stessa soluzione &#8216;intelligente&#8217; o alternativa. La conseguenza e&#8217; che i flussi turistici non sono in grado di autoregolamentarsi, e che per preservare il valore di una localita&#8217; vacanziera richiede istituzioni che regolino e coordinino. Nel tuo caso specifico, la strategia da consigliare dipende fondamentalmente dalle opzioni a tua disposizione. Se gli impegni di lavoro te lo permettono, dovresti naturalmente evitare i periodi meno congestionati. Se viaggi senza bambini piccoli o persone anziane, prova ad affidarti all&#8217;ispirazione del momento. Parti senza prenotare, e spostati in direzione opposta rispetto ai flussi di traffico che incontri. E se finisci in un bel posto, mandami una cartolina.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		<title>La tragedia dei commons</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/05/la-tragedia-dei-commons/1976/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulia.zerbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sociologo,
oggi si parla in continuazione di sostenibilità, risparmio energetico e rispetto per l’ambiente. E io ci credo, e sono disposta a fare la mia parte. Poi però quando vado a prendere a scuola mio ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1977" title="mascherine" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/05/mascherine-300x222.jpg" alt="mascherine" width="300" height="222" />Caro Sociologo,<br />
</em><em>oggi si parla in continuazione di sostenibilità, risparmio energetico e rispetto per l’ambiente. E io ci credo, e sono disposta a fare la mia parte. Poi però quando vado a prendere a scuola mio figlio è tutta una sfilata di enormi fuoristrada che sembra di essere alla Parigi-Dakar, tutti accesi a bruciare carburante e ad aspettare di caricare bambini che starebbero comodi su un sellino di bicicletta.<br />
</em><em>Come si fa a non scoraggiarsi?</em></p>
<p><em>(Emissione piccola così ‘65)</em></p>
<p>Cara Emissione piccola,<br />
il tuo dilemma è abbastanza simile a ciò che gli studiosi chiamano la ‘tragedia dei commons’.<br />
<span id="more-1976"></span>In sostanza, quando si tratta di beni collettivi come l’aria, l’acqua, o la terra nel suo complesso, tutti hanno interesse a beneficiarne, ma individualmente nessuno ha un incentivo diretto a contribuire al loro mantenimento. Ciascuno di noi è portato a pensare che la propria auto, la propria spazzatura, i propri consumi energetici non facciano poi una grande differenza rapportati al volume complessivo delle emissioni o dei consumi. Ma naturalmente se tutti ragioniamo così, i beni collettivi di cui sopra sono destinati a degradarsi.</p>
<p>Vedo due strade per te. Una, nobile ma forse impervia, è di provare a sensibilizzare la scuola, le istituzioni e gli altri genitori, magari anche attraverso i bambini. L’altra è più diretta, ma richiede la collaborazione di un amico concessionario. Si tratta di accordarsi con altri genitori abitualmente ‘sostenibili’ e presentarsi, in un dato giorno della settimana, tutti a bordo di un SUV ciascuno, da tenere rigorosamente in moto e magari parcheggiato anche malamente. L’effetto sarà spaventoso e impossibile da notare anche da parte dei più tetragoni degli ‘insostenibili’. Il giorno dopo vi presenterete di nuovo in bicicletta e poi ancora in SUV e così via, a giorni alterni, fino a far comprendere la ‘tragedia dei commons’ anche all’inquinatore più accanito. Non dimenticare una mascherina antismog per te e per tuo figlio. Vi sarà utile ed aumenterà l’effetto spettacolare dell’iniziativa.</p>
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		<title>Le relazioni tra Facebook e iPhone</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/05/le-relazioni-tra-facebook-e-iphone/1942/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 10:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giulia.zerbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sociologo,
da qualche mese convivo con una ragazza che mi piace davvero molto. Purtroppo però lei trascorre buona parte del suo tempo libero tra computer e iPhone, usando siti di social networking e aggiornando le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-1943" title="sociologo2" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/05/sociologo2-300x210.jpg" alt="sociologo2" width="300" height="210" />Caro Sociologo,</em></p>
<p><em>da qualche mese convivo con una ragazza che mi piace davvero molto. Purtroppo però lei trascorre buona parte del suo tempo libero tra computer e iPhone, usando siti di social networking e aggiornando le sue pagine su Facebook e simili. A volte sembra che non sia interessata neppure a uscire. Devo preoccuparmi? Pensi che dovrei darle un ultimatum: o me o Facebook?</em></p>
<p><em>(Fidanzato reloaded ‘82)</em></p>
<p><em> </em>Caro Fidanzato reloaded,<br />
da un punto di vista teorico dovresti stare tranquillo. La ricerca sociale esclude che vi sia una concorrenza negativa tra relazioni sociali ‘fisiche’ e relazioni sociali ‘digitali’. <span id="more-1942"></span>Anzi, gli studi rivelano che chi ha una vita sociale più dinamica in rete tende ad averla anche nella vita sociale ‘tradizionale’, ammesso che questa distinzione abbia ancora un senso. Insomma, darle un ultimatum e imporle di scegliere tra la vostra relazione e i social network mi sembra eccessivo, nonché controproducente.</p>
<p>Da un punto di vista pratico, potresti però cercare di capire se questi due mondi si ‘parlano’. Insomma se quando andate a vedere un museo o a fare un viaggio questo si riflette sulla sua vita digitale, e viceversa se lei è disposta a condividere il suo fitto networking con te e con le altre persone a cui è affezionata, se è disponibile a scherzarci su, ad esempio..Se non è così (e soprattutto se non andata mai a vedere un museo o a fare viaggi), purtroppo non è Facebook il tuo problema. In bocca al lupo. </p>
<p>Sociologicamente tuo</p>
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		<title>le ambivalenze della tecnologia</title>
		<link>http://innovetionvalley.com/it/2010/03/le-ambivalenze-della-tecnologia/1566/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 15:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sociologo,
mia figlia di 8 anni insiste perché le compri un cellulare, sostenendo che tutte le sue amiche ce l’hanno. A me sembra presto, ma non vorrei neanche che si sentisse emarginata. Che cosa ne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-1567" href="http://innovetionvalley.com/it/2010/03/le-ambivalenze-della-tecnologia/1566/cellulare-bambini/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1567" title="cellulare-bambini" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2010/03/cellulare-bambini-300x201.jpg" alt="cellulare-bambini" width="180" height="121" /></a>Caro Sociologo,<br />
mia figlia di 8 anni insiste perché le compri un cellulare, sostenendo che tutte le sue amiche ce l’hanno. A me sembra presto, ma non vorrei neanche che si sentisse emarginata. Che cosa ne pensi?<br />
(GSMamma ‘71)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Cara GSMamma,<br />
in effetti il cellulare, al contrario della bomba atomica, è una tecnologia che acquista tanto più valore quanto più ce l’hanno anche gli altri.<span id="more-1566"></span>A me sembra che dovresti approfittare di questa occasione per impartirle una precoce lezione sull’ambivalenza della tecnologia.<br />
Per cui comprale pure il cellulare, ma a due condizioni. Primo: dovrà dimostrare di saperne contenere la spesa. Fissa un budget mensile, o concorda un equo scambio in natura (una piccola ricarica periodica se regolarmente apparecchia e sparecchia la tavola, ad esempio).<br />
Ma soprattutto sii chiara sul fatto che dovrà sempre rispondere prontamente alle tue chiamate e ai tuoi messaggi, pena la requisizione del cellulare.<br />
A questo punto, con tono sempre affettuoso e amichevolmente materno, tu la chiamerai e la messaggerai con continuità e in qualche occasione anche con insistenza.<br />
Ti sarà grata per tutta la vita di averle insegnato che la tecnologia ha i suoi vantaggi, ma anche – come si dice – le sue ‘esternalità negative’.</p>
<p style="text-align: justify;">Ps. Non dimenticare di stipulare sul tuo telefono una tariffa agevolata per chiamate e messaggi al numero della bimba, altrimenti l’operazione ti costa un patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		</item>
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		<title>L&#8217;architettura innovativa (e la politica) ai tempi della crisi.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 10:35:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sociologo,

sono un sindaco di una cittadina di provincia e i miei assessori insistano perché anche il nostro Comune possa fregiarsi dell’opera di un Archistar. Io temo però che i cittadini ci critichino per aver sprecato risorse che potevano essere utili per la buona e ordinaria amministrazione del Comune.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1337" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/12/larchitettura-innovativa-e-la-politica-ai-tempi-della-crisi/1336/glories-y-torre-agbar/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1337" title="glories-y-torre-agbar" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/12/glories-y-torre-agbar-300x200.jpg" alt="glories-y-torre-agbar" width="216" height="144" /></a>Caro Sociologo,</p>
<p style="text-align: justify;">sono un sindaco di una cittadina di provincia e i miei assessori insistano perché anche il nostro Comune possa fregiarsi dell’opera di un Archistar. Io temo però che i cittadini ci critichino per aver sprecato risorse che potevano essere utili per la buona e ordinaria amministrazione del Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Puoi consigliarmi?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Lista Civica ‘69)<span id="more-1336"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Caro Lista Civica,</p>
<p style="text-align: justify;">il tuo è un dilemma tipico di chi deve barcamenarsi tra due gruppi sociali di riferimento (i colleghi di giunta e alleati politici da un lato, e gli elettori dall’altro), con priorità diverse che possono talvolta entrare in conflitto. Potresti, per cominciare, prenderti un bravo addetto stampa. A quel punto farai sapientemente filtrare l’indiscrezione che la tua giunta sta valutando l’ipotesi di commissionare un’opera architettonica innovativa (spara pure nomi grossi, Calatrava, Isozaki, Nouvel – tanto è gratis).</p>
<p style="text-align: justify;">Lascia che monti un bel dibattito, e che alleati e opposizione si prendano la ribalta schierandosi pro o contro. Infine, annuncia che dopo attenta e ponderata riflessione, hai deciso che in questa fase difficile (la crisi, i tagli statali eccetera) il Comune ha deciso di concentrare le risorse sulla ‘buona e ordinaria amministrazione’. A quel punto si sarà creato un effetto, come dicono gli studiosi di comunicazione, di ‘saturazione’.. All’opinione pubblica sembrerà quasi di averla già in piazza, quell’opera tanto discussa e dibattuta. Il nome del tuo Comune sarà uscito sulla stampa associato a quello delle più colossali Archistar I tuoi assessori avranno avuto il loro momento di visibilità. Infine, tu avrai fatto la figura dell’amministratore saggio e parsimonioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo,</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Come sfuggire alla morsa della vita bassa.</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:20:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[POSTA DEL SOCIOLOGO]]></category>

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		<description><![CDATA["I pantaloni a vita bassa non mi stanno granché bene, ma non mettendoli ho paura di essere tagliata fuori dal giro di amici e amiche che frequento."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da questa settimana, la rubrica &#8220;la posta del sociologo&#8221;. <em>I dilemmi della vita quotidiana risolti con gli strumenti delle scienze sociali</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-1246" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/11/come-sfuggire-alla-morsa-della-vita-bassa/1245/jeans/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1246" title="jeans" src="http://innovetionvalley.com/wp-content/uploads/2009/11/jeans-300x198.jpg" alt="jeans" width="210" height="139" /></a><em>Caro Sociologo,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>i pantaloni a vita bassa non mi stanno granché bene, ma non mettendoli ho paura di essere tagliata fuori dal giro di amici e amiche che frequento. Puoi aiutarmi? Grazie</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Rosaspina ’84)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span id="more-1245"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Rosaspina,</p>
<p style="text-align: justify;">lo scrittore e visionario della tecnologia Bruce Sterling sostiene che ogni innovazione passa attraverso quattro fasi: question mark (non si sa ancora bene cos’è), rising star (astro nascente), cash cow (fase di maturità che fa fare un sacco di soldi a chi la produce) e dead dog (stadio terminale).</p>
<p style="text-align: justify;">Il tuo problema, a prima vista, è quello di capire in che stadio si trovano i pantaloni a vita bassa.</p>
<p style="text-align: justify;">A giudicare dalle code davanti ai negozi Diesel durante i saldi, direi che a occhio abbiamo a che fare con una cash cow. Ma il tuo vero problema è capire in che fase si trova, l’innovazione della vita bassa, rispetto ai tuoi amici e amiche. Se la risposta è ancora cash cow, hai due possibilità per sfuggire alla morsa della vita bassa. La prima è trovare una promettente rising star, cioè una tendenza che nel giro di qualche mese ti renderà ammirata come pionieristica tra i tuoi amici (può funzionare anche con la gonna della nonna, in questo caso si tratta di rivitalizzare un dead dog). L’alternativa è cambiare giro di amicizie, passando dove la vita bassa è già nello stadio terminale (o addirittura dove non è ancora arrivata, per esempio tra gli indigeni della Lapponia – ma riconosco che si tratta di un’opzione piuttosto impegnativa).</p>
<p style="text-align: justify;">Sociologicamente tuo.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://innovetionvalley.com/it/2009/11/come-sfuggire-alla-morsa-della-vita-bassa/1245/" /></p>]]></content:encoded>
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